3 DICEMBRE 2017

Tutti i regni cadono, prima o poi. Ma perché un regno cada, questo deve prima nascere. Gli All Kings Fall vengono dal Wisconsin, e sono una band che ha esordito su un palco proprio allo scadere dell'anno 2016. Proprio il primo aprile di quest'anno, invece, è uscito il loro primo album, intitolato Drink To The Lost. Inizia così il regno degli All Kings Fall, quartetto che nomina come fonte di ispirazione i Megadeth, i Lamb Of God, i Gwar e Jeff Loomis. A rendere possibile il sound degli All Kings Fall sono Ian Gray (basso, voce), Mitchel Fulcer (chitarra), Mike Gil (chitarra) e Jonathan Nicewander. Drink To The Lost sarà degno dei nomi importanti a cui loro si ispirano? L'album si apre con Shadows Beneath My Grave, un brano caratterizzato da riffs dal buon tiro. Molto bello l'interludio che fa da sfondo ad un assolo non impeccabilissimo tecnicamente, ma comunque abbastanza gradevole. Inizio più che promettente. Il secondo pezzo, intitolato Wake Up, si apre con un riff un po' maideniano, con successivi sviluppi con tinte thrash. La batteria rende tutto più incalzante, ma il pezzo risulta un po' indolore e rapido. Subito ci ritroviamo catapultati ad ascoltare Elphant Graveyard, traccia caratterizzata da un riffs principale molto heavy metal classicheggiante. Davvero interessante l'intermezzo, breve ed azzeccato. Purtroppo, superato questo, la traccia, la più lunga con i suoi 4 minuti e 23 secondi, diventa un po' prevedibile. Il quarto pezzo si intitola Fight Or Die, ed è molto groove, con dei bei riffs, che però non riescono ad incidere molto. Un po' come la composizione precedente, sembrano troppi gli oltre quattro minuti di durata. Throne Of Bones è un divertente pezzo heavy in stile Motörhead e Diamond Head. È la traccia più breve, e fila via leggera e gradevole. Bury The Hatchet, invece, è senza dubbio più interessante, e si tratta di un pezzo molto groove, con riffs dall'ottimo tiro. La canzone ha un interludio molto ispirato, con una bella parte suonata in tapping da una chitarra sul finire. Bury The Hatchet dura oltre 4 minuti, decisamente ben gestiti questa volta. Segue Scorched head, altro pezzo sempre sul groove, ben confezionato. Peccato che l'assolo verso la fine sia un po' sterile, ma dura poco, e la traccia riesce a chiudere molto bene. Ormai l'album sembra essere migliorato molto, e la successiva Grasping Water pare confermare questa linea efficace. Il pezzo seguente si intitola Glass Jaw, ed è molto in stile Pantera. Si tratta di una sorta di tributo, che però a questo punto ha poco da aggiungere. Il compito, svolto in maniera degna, di chiudere l'album spetta alla title track Drink To The Lost, pezzo abbastanza sostenuto, con una parte un po' caotica in stile Slayer nel mezzo. Il regno degli All King Fall inizia bene, e con ampi margini di miglioramento. Anche se qualche influenza classica è tangibile, è fuori luogo paragonarli, soprattutto ora, ai nomi ai quali si ispirano. I pezzi, anche i meno efficaci, hanno tutti un buon impatto e un bel riffing. Certo, non sempre questi riffs sono legati nella maniera migliore, e si sente una certa difficoltà a superare i quattro minuti di durata, ma niente che possa stroncare gravemente i pezzi. Inoltre, questa difficoltà è affrontata solo tre volte. Nei prossimi album potrebbe essere un limite, ma adesso può andar bene così. La voce, che in più occasioni strizza l'occhio a Phil Anselmo, riesce sempre a trasmettere grinta. Il sound dell'album è buono, ma anche questo può migliorare. C'è un po' infatti la sensazione che la sua forza sia un po' tenuta a bada. In sede live, probabilmente tutto ha ancora più tiro.
Ed è proprio sul palco, infatti, che gli All Kings Fall sono molto attivi. Non solo, nei concerti che il quartetto sta facendo in questo periodo sono già incluse in scaletta nuove canzoni, che faranno parte del secondo album, che a questo punto si attende con molta curiosità. Se inizierà a germogliare quanto seminato in Drink To The Lost, gli All Kings Fall potranno farci divertire.

Tracklist:
Shadows Beneath My Grave
Wake Up
Elephant Graveyard
Fight Or Die
Throne Of Bone
Bury The Hatchet
Scorched Heart
Grasping Water
Glass Jaw
Drink To The Lost

Formazione:
Ian Gray: voce, basso
Mitchel Fulcer: chitarra
Mike Gill: chitarra
Jonathan Nicewander: batteria

 

Giovanni Casareto
77/100