7 FEBBRAIO 2019

Anche il Belgio sa fare metallo, e a dimostrarlo ci pensano i Deserter. La loro storia è partita nel 2010, anno in cui quattro ragazzi decidono di unire le proprie forze per suonare del sano thrash metal di matrice europea. Non fanno mistero che i loro idoli sono i Kreator, i Sodom e i Destruction. Un anno dopo escono allo scoperto con il grezzo demo Beauty in Chaos. I Deserter si fanno molto apprezzare, anche grazie alle ottime prestazioni in sede live. Nel 2013 pubblicano l'EP Chernobyl's Beauty, seguito da Global Rui-Nation l'anno successivo. Finalmente, nel 2017 i Deserter pubblicano un vero e proprio album, intitolato Coils of the Lesser Serpent. Attualmente la band è composta dal cantante chitarrista Yacine, dal chitarrista Pablo, dal bassista Thoma e dal batterista Sander. 

Coils of the Lesser Serpent parte con un pezzo strumentale, Darkening Clouds Over Utopia, che subito ci fa sentire il livello alto della band. Aperta da un orientaleggiante arpeggio acustico, la traccia poi giunge subito al thrash metal, pestato e veloce, che però si caratterizza anche da spunti melodici molto interessanti ed efficaci. Urban Gehenna è un alto pezzo praticamente strumentale, molto veloce, pestato, e con ottimi assoli. L'ascolto prosegue con Headhunter, la prima composizione cantata. La traccia è molto travolgente, come la successiva Carnal Carnival. I Deserter non scherzano affatto, il loro thrash non lascia prigionieri. La quinta traccia, Where Emptiness End, è un sinistro arpeggio acustico molto breve, che ci introduce a Cry of the Forsaken. Qui ritorniamo a velocità infernali e pestate. In pratica è ciò che stiamo ascoltando dall'inizio dell'album, ma suona sempre fresco e piacevole. Effettivamente, anche con le successive ed ultime Bombing Flight e Warscar, non viene aggiunto molto all'album ed alla sua qualità più che soddisfacente. 

I pezzi non sono particolarmente lunghi, Coils of the Lesser Serpent dura una mezz'oretta “scarsa”. È anche sostanzialmente suonato sempre nello stesso stile. Ma si fa ascoltare molto bene, e non annoia. I motivi di ciò si possono trovare nel fatto che, innanzitutto, le esecuzioni sono di altissimo livello. Abbiamo di fronte quattro musicisti davvero preparati tecnicamente e non solo. Tutti i riffs sono molto ispirati, ed amalgamati in maniera molto fluida e naturale. Gli assoli si alternano con grande efficacia, con un perfetto compromesso tra tecnica e gusto. Il tutto è esaltato da una produzione davvero ottima. Un appassionato di thrash metal non può restare insensibile. Coils of the Lesser Serpent non ha punti deboli, se non forse quello di non brillare di originalità. Le influenze dei Maestri sono molto tangibili, infatti. Ma ciò che risalta, e per cui i Deserter di quest'ottimo album meritano di essere ricordati ed applauditi, è la grande qualità con cui il tutto è confezionato. Il futuro è molto promettente. 

 

Tracklist:

Darkening Clouds Over Utopia

Urban Gehenna 

Headhunter

Carnal Carnival

Where Emptiness End 

Cry of the Forsaken

Bombing Flight

Warscar

 

Formazione:

Yacine: chitarra, voce

Thomas: basso

Sander: Batteria

Pablo: chitarra

 

Giovanni Casareto

88/100