23 NOVEMBRE 2017

Band name: Haniwa

Location: Florence – Italy

Genre: Modern Thrash Metal

Releases:

EP Our (EP) – 2015 – Wavestudio 

Helleven – 2016 – Qua’Rock Records

 

Se si potesse descrivere il sound di helleven in una sola parola, questa sarebbe di sicuro “CARRO ARMATO”!

E’ infatti nella loro compattezza e potenza degli arrangiamenti, che gli “Haniwa” ci regalano questa gradita sorpresa tutta made in Italy, dal sound originale e ruggente!

Gli Haniwa sono un trio fiorentino con varie influenze che vanno dal trash metal, al progressive metal, senza troppe mezze misure questi ragazzi riescono a creare  qualcosa di fresco e piacevole all’ascolto degli amanti del genere, trattandosi di musicisti con esperienza ventennale, si percepisce sin da subito, che la band non è composta da “musicisti della domenica” ma bensì da solidi elementi, tre pilastri massicci che riescono a creare grazie alle loro fondamenta e sapienti esperienze un prodotto che può collocarsi tranquillamente tra le migliori produzioni italiane metal estreme degli ultimi anni!

Ma andiamo a conoscere meglio questi ragazzi e il loro ego compositivo:

 

David Degl’Innocenti: basso e voce

Angelo Colletti: chitarre 

Mr. Crini: batteria

 

Mr Crini è un talentuoso batterista, quello che mi ha colpito molto di lui in questo album è stato il suo modo di accentuare i poderosi riff di Angelo Colletti, come un evidenziatore tende a non farsi sfuggire nessun fraseggio, rendendo il sound più grosso e definito, non mancano di certo le parti in cui si sbizzarisce in fill tecnici e parti in cui gioca di dinamica e colori grazie al sapiente uso di piatti non convenzionali ma che hanno fatto la storia delle sonorità metal come china e splash!

David Degl’innocenti ha una voce tanto poderosa quanto unica, ora che ci penso non mi viene in mente un cantante con il suo identico o simile timbro vocale, si di sicuro si ispira a voci come Phil Anselmo dei “Pantera” ma con un registro più verso il basso che il baritono, non ha una escursione vocale estrema ma non manca di potenza ed è uno degli ingredienti fondamentali per la riuscita del sound, peccato solo per il basso che è poco presente e riesce ad uscire solo su determinate parti, ma questo è forse una scelta stilistica per far in modo che si riesca a spingere al massimo il volume su impianti settati sul loud senza perdere troppi alti.

Angelo Colletti è senza ombra di dubbio un chitarrista carismatico che fa cadere riff originali come se piovessero, sa creare tensione musicale e al contempo risoluzioni armoniche ricercate, senza sdegnare un buon gusto per i suoi solos, che variano da parti tecniche sweeppate a plettrate alternate a parti melodiche e trascinanti!

Non vi starò qui a descrivere Haniwa brano per brano, ma il cd scorre per tutta la sua oretta di durata , tra i brani più rilevanti e che mi hanno colpito colloco e consiglio soprattutto “Haniwa”, (dove la band riesce a regalarci in solo 2 minuti e 44 secondi una vera e propria cannonata, veloce, potente e che racchiude un po tutto il concetto di ciò ce sarà l’album in termini di sound), e Tides of time( un brano arzigogolato e variopinto che evolve in ogni suo minuto, passando dalla bellissima intro melodica al finale devastante !).

 

Tracklist:

01. No More

02. @Daggers Drawn

03. Tomorrow

04. Think This

05. Volcano

06. Tides Of Time

07. Haniwa

08. Fire Eyes

09. Return To Obscurity

10. Suffer

11. Helleven

 

Francesco Lori

80/100