5 OTTOBRE 2017

Con una line-up molto essenziale, oggi conosciamo la storia degli Stryctnyne, gruppo Heavy Metal/Hard Rock statunitense formato nei favolosi anni ottanta dal bassista Samson James e il chitarrista Grandma Cyco.

Mantenendo ancora oggi la loro formazione originale, (Jack Hammer-batteria; Siren Scac-voce) con due demo attive (Stryctnyne 1990-Metal Warrior 1991) tornano a distanza di oltre vent'anni con una compilation nel 2013 (Demo Anthology 1989-1991) fino ad arrivare a un anno fa, quando escono con il full lenght Unfinished Business.

Possiamo considerarlo davvero come un album di ritorno,anche se vengono mantenute le influenze da parte di gruppi come Judas Priest, Black Sabbath, Manowar. Riescono in ogni caso a uscire dagli schemi, portare avanti il loro progetto "vecchia scuola" senza dar criterio alle mode.

L'apertura è senza dubbio ottima,anche se tutti e dodici i brani presenti  alternano questo stile metal e hard rock. Infatti già dalla seconda traccia (Last Ride) si percepisce un netto cambio di genere musicale,proponendo un rock scabro,con la classica  voce che ci ricorda un motociclista intento a percorrere le più famose highway statunitensi. La voce di Siren Scac, infatti, trasporta anche noi a fare un giro nella Long Island graffiante e on the road! Il cambio di stile ovviamente è proprio una delle particolarità di questi artisti. Per tornare alle sonorità classiche iniziali, dobbiamo aspettare fino alla traccia numero sette. (Satan's Ride) Personalmente sono anche quelle che io prediligo.

Risoffermandoci sul discorso del trasportarci vicino a quello che è il loro stile e la loro storia, a parer mio,fanno il colpaccio con la traccia numero otto (Thunder Godz) proponendo, appunto, un sound of the south, quello che comunemente definiremo "Rock del sud". In pieno stile U.S.A.

Non è semplice portare avanti questo continuo quanto distaccato cambio di genere per tutta la durata del full lenght, senza risultare un mescolone sconnesso e senza criterio. Infatti, il cambio e l'alternanza continuano proprio fino alla fine, rendendolo bello, vario e particolare proprio per questo. Anche se alla fine, le tracce di stampo più "ribelle" hanno la meglio sul metal tout court, quantitativamente parlando.

Io promuovo a pieno questo ritorno in scena degli Stryctnyne, sperando che continuino a portare avanti la loro musica senza per forza farci aspettare troppo tempo.

 

Noemi Di Marco

80/100