31 OTTOBRE 2017

Band: Thermit


Album: Saints


Etichetta: Thermit


Data di uscita: aprile 2016


Genere: thrash/heavy metal

Tracce:
1.Lady Flame  05:48     
2.Zombie Lover  06:39   
3.Perfect Plan  04:40     
4.Smoke & Soot  06:11     
5.The Story About Bird & Snake  02:53   
6.Fairyland  08:16     
7.The Last Meal of the King  05:40   
8.Louise  04:10     
9.Mr. Two-Face  04:44     
10.Saints  04:56

Line up:
Przydep - Drums


Jendras - Guitars


Młody -  Guitars


Trzeszcz - Vocals


Fabian - Bass     
 
I Thermit, si sono formati nel 2009 e ad oggi, hanno prodotto una demo nel 2012, un EP nel 2013 composto da 6 brani, ed un singolo nel 2014. 
Insomma, abbiamo dovuto aspettare il 2016 per un album da 10 tracce, lavoro atteso da molti, anche perché il precedente aveva incuriosito. Sfido chiunque a scoprire la nazionalità del gruppo attraverso i brani del loro ultimo lavoro.
 Forse americani? Inglesi? Al massimo olandesi o brasiliani.
 Invece, i 5 membri del gruppo provengono dalla fredda Polonia, precisamente da Poznam. Ma l’album richiama tanto, molto, tranne che le fredde atmosfere del nord. Inizio subito col dire che è davvero un bel lavoro, fatto bene, e soprattutto, autoprodotto.  
C’è da chiedersi, allora, come sia possibile che lavori di altre band, magari supportate da case discografiche, possano realizzare prodotti che sembrano tagliati con l’accetta, mentre quest’album nasconde un lavoro certosino e davvero di qualità.
 Quindi, il primo punto a favore dei ragazzi. Altro punto a favore, l’alto virtuosismo dei musicisti. Sin dai primi brani si capisce che il talento c’è, e non hanno paura a mostrarlo. Né a privarci di svariati minuti di assoli e riff frenetici, che magari ai più piacciono, e magari…ok, siete bravi, ma andiamo avanti. 
A tal proposito, molti brani sfondano il muro dei 5 minuti, per un totale di quasi un’ora di ascolto per 10 brani. L’album è un concentrato di thrash ed heavy metal vecchia scuola, in alcuni brani addirittura si raggiunge qualche punta di prog metal, complice la voce poliedrica del cantante, che riesce a variare repentinamente da sonorità basse e cupe a sonorità acute, quasi acide. 
Si unisce il thrash americano con l’heavy europeo, riconoscendo inoltre le varie ispirazioni della band all’interno delle singole tracce.
 Il tutto funziona molto bene, i brani si susseguono con scioltezza, la ritmica è ricercata e incalzante. Ogni brano ha una base melodica che rimane impressa bene in testa, tanto che dopo i primi 2/3 ascolti già si riconoscono tutte le tracce. 
Bello anche il lavoro al basso, che in più punti fa capolino per ricordarci che un buon bassista fa la differenza. Senza dubbio le tracce più interessanti sono Smoke&Soot, con sperimentazioni sulle ritmiche, Failyland, Saints, Zombie Lover, già uscita nel lavoro precedente, Louise e Lady Flame. 
C’è inoltre un intervallo a metà album The Story About Bird & Snake, un instrumental di quasi 3 minuti. Abbiamo già parlato della bravura vocale del cantante, una voce che sale e scende di tonalità con molta naturalezza, regalandoci cambi di voce complessi e ricercati; abbiamo citato il bassista e il batterista per la sezione ritmica ben arrangiata e ricercata.
Ultima parola, quindi, sulle chitarre, che danno il giusto passo ad ogni brano attraverso una struttura armonica molto orecchiabile e vari riff di chitarre che funzionano benissimo all’interno della struttura di ogni singola traccia.Insomma, a tutte le belle cose dette fin qui, si aggiunta la bellezza di sentire un album sfaccettato, dove il thrash si unisce all’heavy, il prog al rock; un album che non stanca per monotonia e noia.     
Si aggiunga inoltre che la copertina dell’album mi ha ricordato vagamente quella di “Nord Sud Ovest Est” degli 883… che si vuole di più?

 

Maria Grazia Sabella
95/100