16 GENNAIO 2018

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Raccontate la vostra storia, come è nata l’idea di creare questo progetto?

 

Nel nome è racchiusa tutta la nostra storia, D With Us significa Davor con noi. La band nasce in memoria di Davor, figlio del nostro manager e produttore Maurizio Molonato, prematuramente scomparso all'età di 15 anni.

 

C’è qualcosa in particolare che ha fatto nascere in voi la passione per un genere musicale così potente?

 

La passione per questo genere è nata già da quando eravamo bambini, da un ascolto che può essere stato casuale, o da un amico che ci ha fatto ascoltare qualcosa. Da lì è nato tutto e con il tempo ovviamente la passione è cresciuta sempre di più, scoprendo sempre meglio il mondo del Metal.

 

Come vi siete conosciuti? Ci sono stati molti cambiamenti nella line-up, se possibile saperlo, come mai?

 

Abitiamo tutti nelle vicinanze in una piccola valle quindi è facile conoscersi, siamo sempre stati amici e prima di formare i D With Us suonavamo in progetti differenti. Il tempo poi ci ha portati a ritrovarci tutti insieme. Abbiamo avuto tanti cambi perché mantenere una band non è facile, a volte bisogna rinunciare a molte cose e bisogna avere anche la possibilità per dedicarsi davvero  come si deve ad un progetto serio, quindi c’è chi molla purtroppo, bisogna crederci fino in fondo se no non ha senso. 

 

A cosa si ispira principalmente la vostra musica? Chi si occupa delle composizioni e chi dei testi?

 

La nostra musica vuole trasmettere un semplice messaggio, quello di non mollare mai, di non arrendersi mai di fronte agli ostacoli, di lottare per ottenere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni.

Principalmente è Daniele che compone, struttura i brani poi successivamente quando c’è l’idea ben stesa la si lavora tutti insieme, la si modifica e si cerca di migliorarla nel migliore dei modi, stessa cosa con i testi, siamo una band molto collaborativa diciamo così.

 

A vostro parere, tra ciò che avete prodotto fin ora, quale traccia rappresenta di più la band? Come mai? Descrivetela.

 

Ovviamente Searching For The Light. E’ l’ultima traccia che è stata scritta, la più matura a livello musicale secondo noi. Pensiamo si possa definire una traccia completa, riff melodici, un verso potente, l’assolo e ovviamente il ritornello che ti rimane in testa. Sicuramente getterà le basi per la stesura del prossimo album.

 

Ci sono band o altri artisti in particolare a cui vi siete ispirati o che comunque ammirate? 

 

Quando scriviamo i brani non ci imponiamo di essere più simili ad una band o all'altra, componiamo semplicemente quello  che ci viene  spontaneo, anche perché non vogliamo essere la brutta copia di nessuno, ancora  adesso ci viene difficile catalogarci con un preciso genere musicale, ci definiamo Melodic Death Metal con influenze Metalcore.  Ovviamente siamo “contaminati” dagli artisti che hanno e che caratterizzano principalmente i nostri ascolti, esempio: Trivium, In Flames, Children Of Bodom, As I Lay Dying e tantissimi altri.

 

Descrivete il vostro genere musicale, potete fare una piccola panoramica dei vostri lavori?

 

Come già detto non è stato facile catalogarci ad un preciso genere musicale. La nostra musica è influenzata da tutti i nostri ascolti, dalle band che appartengono al passato fino alle più recenti, appartenenti a qualsiasi sottogenere del Metal. Potete appunto sentire riff molto Melodic Death, sezioni ritmiche di stampo Metalcore, synth ed effetti elettronici fino ad alcuni riff veloci con una vena Thrash.

 

Cosa pensate dell’ ”innovazione” e del “vecchio stile” in musica? Dove vi collochereste in tal caso?

 

Per quanto riguarda l’innovazione possiamo dire che ormai è davvero difficile inventarsi qualcosa, siamo arrivati ad un punto dove si può trovare davvero di tutto. L’unica cosa che si può fare è cercare di ricercare un proprio stampo, in modo che la gente quando ti ascolta ti possa riconoscere subito, e soprattutto non cercare di imitare altre band. 

Tra vecchio e nuovo stile noi ci collocheremmo nel mezzo, noi cerchiamo di fondere i migliori aspetti dell’uno e dell’altro così magari mettiamo d’accordo le due fazioni chi lo sa…

Noi siamo molto amanti del “nuovo genere” che può essere appunto il Metalcore  con tutte le sue sfumature, ma ci siamo resi conto che è molto limitato, ci sono tantissime band appartenenti a questo genere che si somigliano  troppo, si arriva al punto di conoscere la canzone e la struttura senza nemmeno averla mai sentita prima. Quindi abbiamo deciso di fondere il “vecchio” e il “nuovo”.

 

Quanto a “Searching For The Light ” cosa potete riferire?

 

Searching For The Light è stato il lavoro di lunghi anni, è stato difficile portarlo a termine a causa anche dei nostri problemi riguardo alla line up, ci siamo stravolti. Questo ha inciso molto anche sulla stesura finale dell’EP, Daniele prima suonava solamente e poi abbiamo deciso che sarebbe appunto diventato anche il nostro cantante. Da qui abbiamo dovuto apportare alcune modifiche ai brani per “riadattarli” e per motivi tempistici  e logistici abbandonare anche alcune tracce. La cosa più importate è che alla fine la luce l’abbiamo trovata e siamo riusciti a realizzarlo ahahaha.

 

Cosa pensate riguardo all'attuale scenario musicale italiano? Credete sia più facile avere successo all'interno dello Stato o all'estero? 

 

Secondo noi lo scenario italiano è molto valido, ci sono ottime band. Però troviamo che non vengano abbastanza valorizzate ne dagli italiani stessi ne da chi lavora nel settore organizzativo. In italia abbiamo il brutto vizio di apprezzare sempre e solo quello che viene dall'estero senza renderci conto di quello che abbiamo noi. Nei festival più importanti si potrebbe dare un po’ di visibilità alle nostre band, per farle crescere, per farle conoscere, ma nella maggior parte dei casi il bill è sempre composto da band appunto estere.  La sostanza in Italia c’è,  ma forse non viene spinta da chi potrebbe fare qualcosa, o semplicemente non si può, chi lo sa?

 

Credete che internet possa aiutare le band della scena underground ad emergere?

 

Decisamente si, basta pensare che a volte basta un video che diventa virale per fare un bel salto di livello. Se i social vengono usati nel modo corretto sono una gran bella vetrina per farsi conoscere, e rimangono un punto di contatto anche con i propri fun. Ovviamente serve anche la sostanza, la band deve essere valida se no internet non basta!