23 SETTEMBRE 2018

 

DOMANDE A CURA DI MELISSA GHEZZO

 

Benvenuti su I.V.L. Come nasce il progetto No Class D.G.?

 

Il progetto No Class D.G. nasce nell’inizio estate del 2006 da un’idea di Alessandro, il batterista, come cover band dei Motorhead, una volta messi giù in saletta alcuni pezzi abbiamo iniziato ad esibirci nei locali della nostra zona ed ai motoraduni. Questo trend è andato avanti fino a qualche anno fa quando abbiamo sentito il bisogno di lasciare la strada delle cover per poter comporre e proporre brani originali, dopo un primo ep sperimentale “Songs from the henhouse” ed un album autoprodotto “No way in hell” siamo approdati alla Volcano records and production e abbiamo composto il primo ep ufficiale “The cursehidden in the beauty”.

 

Nel 2006 siete partiti suonando, come molti, cover e siete passati poi a scrivere brani inediti, cosa volete raccontare al pubblico che ascolta le vostre canzoni?

 

La maggior parte dei testi delle nostre canzoni sono viaggi nella mente “malata” di Sergio, il cantante bassista, viaggi introspettivi ed a volte autobiografici; i miei testi, Fabio chitarrista, invece sono più di protesta contro qualcosa che mi porta gran fastidio.

Per quanto riguarda il sound ci ispiriamo al rock blues degli anni 60/70 di band quali CannedHeat, ZZ Top,Blue Cheer mischiato alla potenza e all’aggressività del thrash metal degli anni 80/90.

 

Tornando al discorso cover, cosa spinge una band a proporre cover?

 

Diciamo che è forse il modo più veloce per potersi esibire live e guadagnare qualcosa, dopo un po' però a noi non è bastato ed eccoci qua a descrivere il nuovo ep.

 

Pensate che suonare cover possa danneggiare chi propone brani inediti?

 

Questo non lo pensiamo anche perchè passando da una sponda all’altra abbiamo potuto provare sulla nostra pelle che i locali o gli eventi che richiedono pezzi originali sono diversi dai luoghi dove eravamo soliti esibirci in versione cover. La nostra scelta però è stata chiara, seguiamo solo più la via dell’originalità, il gruppo cover non si esibirà più, anche se a fine concerto una “ace of spades” o una “overkill” può sempre saltare fuori all’improvviso.

 

Cosa ci potete raccontare sul vostro ultimo lavoro?

 

“The cursehidden in the beauty” per quanto riguarda i testi è un ep che manifesta il latooscuro di ogni personalità. Belaglia’ssong si ispira a un racconto di Mario Tobino nel suo libro “Le libere donne di Magliano” e descrive l’angoscia di questa ragazzina rinchiusa in un manicomioperchè si vedeva morire mentre gli altri tre pezzi sono avvenimenti e sensazioni che circondano il quotidiano di ognuno di noi, per quanto riguarda il sound invece cerchiamo sempre di renderlo più sporco e pesante possibile.

 

Ci sono progetti per la band in cantiere?

 

Si, dopo questa prima fatica stiamo lavorando ad un album vero e proprio con una decina di pezzi, di cui tre sono già in cantiere praticamente fatti e gli altri ci girano già in testa e devono solo materializzarsi in sala prove, in più ci sarà una chicca, un pezzo non prettamente metal rivisitato e violentato da noi con il nostro stile.

 

Ascoltando il vostro sound ho apprezzato molto la particolarità di unire il thrash metal a sonirà anni '70, un'originale scelta... Cosa vi ha portato a comporre queste melodie?

 

Ciò che proponiamo arriva dal bagaglio musicale di ognuno di noi tre, Sergio ama molto il blues e quindi l’intelaiatura dei pezzi si rifà al genere, Io invece sono rimasto alla fine degli anni ottanta, appesantendo le ritmiche con stoppate e cavalcate thrash, Sandroarrangia la batteria non dimenticandosi dei suoi primi idoli, i Deep Purple.

 

Originari della provincia di Torino, Piemonte ricco di “vecchie” e nuove bands che si cimentano nelle sonorità metal. Molte bands sono negli anni scomparse ma molte altre sono rimaste, bands storiche come gli Airborn o Adversam... Ma vorrei chiedervi cosa vi sentite di dire alle giovani leve che si avvicinano al metal e spesso si sentono troppo sicure delle loro capacità, cosa vorreste consigliare per affrontare al meglio la musica con umiltà?

 

Non basta suonare con un’incredibile tecnica per proporsi, il metal è sudore, amicizia, appartenenza, attitudine, in saletta deve esserci la giusta alchimia tra i componenti; inoltre mai avere paura di dire ciò che si pensa con la musica, senza compromessi, limiti o timori di “non essere alla moda”, l’heavy metal non è moda è metal…stay heavy…

 

Grazie infinite per il vostro tempo e per aver parlato di voi ai nostri lettori.