3 DICEMBRE 2017

DOMANDE A CURA DI ALEXANDER DANIEL

 

Red Ring, una realtà che brilla di luce propria, dove un'ottima sintonia fra pop e rock sussiste e permane, creando giochi di sfumature musicali così diverse e così simili fra di loro. Nel 2017 avrete sicuramente festeggiato il decimo anniversario dalla fondazione della band. A vostro avviso, prima che Last Minute/Red Ring nascesse avreste mai pensato di riuscire ad arrivare a poter diffondere la vostra originalità nel panorama italiano?

 

Quando abbiamo iniziato a suonare come cover band nel 2007, fare nostra musica e riuscire a farla arrivare ad essere fruibile a tutti non era contemplato neanche nei nostri sogni più funambolici. 

Da quando abbiamo iniziato a scrivere i nostri brani però abbiamo lavorato sempre con consapevolezza, grande impegno e passione per cercare di fare ogni volta meglio ed è per noi una bella soddisfazione ora aver raggiunto questo traguardo, anche se la nostra musica è ancora una goccia nel mare della musica italiana, però stiamo lavorando nel giusto modo per far si che si espanda il più possibile. 

 

Nel 2015 avete registrato il vostro primo album, "Knock Out". Forti della collaborazione con Art Media Music, avete pensato di promuoverlo in 4 singoli, oltre che con i vari live. A vostro avviso, pensate che come strumento di promozione sia tanto efficace da potersi riapplicare in futuro?

 

Sicuramente i singoli, soprattutto se accompagnati da video, sono dei mezzi efficaci oggi. Sono d'impatto verso il pubblico e riesceno ad arrivare prima all'ascoltatore che nella maggior parte dei casi magari non ha tempo di ascoltare perlomeno inizialmente senza conoscere bene un gruppo ad esempio un disco intero. Con il singolo diciamo che arrivi diretto al dunque e riesci magari ad invogliare chi non ti conosce e a portarlo ad ascoltare la tua musica. Nel nostro caso noi essendo amanti dei video non perdiamo occasione per sfruttare il connubio singolo-video ma anche i live sono sicuramente fondamentali per rafforzare il rapporto diretto con chi ci segue e cercheremo di spingere prossimamente anche su questo versante.   

Nel 2016 avete partecipato a diversi contest e rassegne musicali, come il Video Interactive Talent di Believe Digital o il Web Marketing Festival di Virgin Radio. Secondo voi, trovate ancora lo strumento del contest musicale efficace qui in Italia?

 

Probabilmente il format del contest negli ultimi anni ha perso di efficacia: è stato inflazionato, si è diffuso talmente tanto in tutti gli ambienti legati alla musica da andare praticamente a soppiantare i live veri e propri. In questo contesto, anche discriminare un contest "serio" da uno più amatoriale diventa difficile.

In ogni caso il talent/contest può dare possibilità e visibilità, non è sicuramente l'unico mezzo, nel nostro caso cerchiamo di lavorare in modo più artigianale e fare le cose per bene crescendo pian piano, però quando c'è serietà e trasparenza ben vengano.

 

Fra la possibilità di gareggiare in un contest o suonare dal vivo in un grande Festival, quale preferireste?

 

Festival tutta la vita!! L'emozione di suonare davanti a un pubblico che è lì per sentire te è impareggiabile! In più in qualche modo la modalità del contest tira fuori, non sempre per fortuna, il lato brutto della musica: la rivalità. Non è questo che dovrebbe essere la musica, dovrebbe essere unione, condivisione, amicizia, che poi sono gli elementi caratteristici dei festival.

 

Per quali elementi del vostro passato fareste carte false pur di riaverle indietro?

 

Direi nessuno, tutto quello che abbiamo fatto negli anni ci ha sicuramente maturato e fatto crescere, le cose si sono quindi evolute e siamo orgogliosi oggi di aver scritto Dark Light... 

Anzi forse uno, gli anni sulla carta d'identità, quelli alcuni in meno fanno sempre comodo.

 

Parlando di attività future, avete già in serbo qualche novità?

 

Ci siamo talmente divertiti a registrare Dark Light che stiamo già pensando al prossimo! Ci vorrà sicuramente un pò però le prime pietre stiamo cominciando a metterle.

Nell'immediato invece vogliamo concentrarci sui live, nel mentre abbiamo ancora molti contenuti speciali di Dark Light da mostrare.  

 

A vostro avviso, qual'è l'impronta digitale che vi caratterizza da altre band simili a voi?

 

Il nostro sound è abbastanza chiaro credo, deciso, aggressivo, ma le melodie la fanno sempre da padrone. Ne risulta quindi un intreccio personale e abbastanza riconoscibile sia sulle linee vocali che sull'arrangiamento delle parti strumentali.

 

Personalmente, ritenete che per il pop rock l'Italia possa essere un ottimo porto sicuro per band come voi che suonano il vostro genere?

 

In Italia purtroppo il Rock trova poca strada soprattutto a livello mainstream, però ci sono tanti appassionati di nicchia che invece seguono il genere e che bisognerebbe riportare a contatto con le band odierne, ritrovando luoghi e spazi ad hoc per incrementare questa passione sopita.