10 GENNAIO 2018

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Per iniziare l’intervista si potrebbe partire con una classica domanda: come è nata l’idea di creare un progetto? Raccontate la vostra storia.

 

I Synaptic Collapse nascono nel 2008 da un’idea di Lorenzo (batteria) e Andrea (basso) in seguito all’ascolto dell’album “Machination of Dementia” dei Blotted Science. Rimasti folgorati da questo progressive metal strumentale arruolano Andrea (chitarra) e Matteo (Chitarra) e si crea così il nucleo dei Synaptic Collapse. Nei primi anni di attività, il progetto inizia a scrivere brani propri e a esibirsi in manifestazioni regionali e nel nord Italia (Torino, Milano) vincendo anche dei contest e ottenendo sempre un ottimo riscontro dal pubblico. Nel 2011 il gruppo entra in studio e realizza il primo EP, di 5 tracce, dal nome “Quantum Multiverse”. Nel 2013 circa, segue un periodo di pausa dovuto a necessità di lavoro e universitarie, ma a inizio 2016 Lorenzo e Andrea (chitarra) riprendono in mano il progetto e con l’inserimento di due nuovi membri, Maurizio (basso) e Carlo Alberto (chitarra), riparte una nuova forma dei Synaptic Collapse. Con questa nuova lineup il gruppo è intenzionato a fare un passo avanti e portare il progetto ad un nuovo livello. Si lavora infatti a del materiale nuovo (logo, brani, video, ecc.) e si intensifica l’attività live. Ad ottobre arrivano altre novità, il gruppo firma un contratto con l’etichetta “Volcano Records & Promotion”, registra un nuovo singolo (Refractory Period) e lancia il suo primo videoclip ufficiale. Per il 2018 ci sono molti altri progetti in cantiere tra i quali la realizzazione di un nuovo album! 

 

Avete dato al progetto musicale un nome particolare, come lo avete scelto?

 

Il nome del gruppo nasce dall’ispirazione che ci ha dato il titolo del primo brano che ci ha influenzato: “Synaptic Plasticity” dei Blotted Science. Ci piaceva come suonava questo titolo e in particolare la parola Synaptic. Visto poi che la nostra musica è molto “storta” e articolata ci piaceva l’idea di un “collasso” del cervello ad un primo ascolto e da qui “Synaptic Collapse”.

 

Le idee hanno origine dal cervello e in parte anche dal cuore, che significato ha per voi il progetto “Synaptic Collapse”? Cosa vorreste trasmettere agli ascoltatori?

 

Il progetto è qualcosa di più di una semplice band di amici che si ritrova per suonare. Parte dei componenti sono musicisti di professione e il processo creativo/compositivo è molto articolato e richiede tempo e conoscenze musicali di un certo tipo. Di conseguenza per noi il gruppo rappresenta una sorta di secondo lavoro e un percorso di crescita continua. Non essendoci una voce, inoltre, l’ascoltatore può interpretare come meglio credo quello che ascolta, ciò che ci preme trasmettere non è la tecnica o la bravura esecutiva quanto la cura e passione che dedichiamo a questo tipo di musica.

 

In musica non può mancare fantasia, un elemento chiave: chi si occupa di scrivere testi e composizioni?

 

I brani vengono scritti da Lorenzo (batteria) e Andrea (chitarra). Il processo creativo è lo stesso di qualsiasi altro gruppo metal, la maggior parte dei brani nascono infatti da riff di chitarra. La differenza forse rispetto ad altri generi è che nei nostri brani non c’è “un riff” principale ma i brani si sviluppano e si evolvono su diverse idee collegate tra di loro. Nei nostri pezzi infatti non ripetiamo sovente riff già usati. Non intendiamo essere altezzosi ma noi intendiamo i nostri pezzi più come brani di “musica classica” che come brani “metal”, nel senso che partiamo da un’idea che viene pian piano sviluppata, così come può accadere in una sonata per pianoforte, dove viene esposto e sviluppato un tema che sarà ripreso ma raramente ripetuto perfettamente uguale.

 

Parlando del vostro stile musicale come lo definireste? Come mai avete scelto di praticare una musica così particolare?

 

Non ci sono mai piaciute troppo le etichette di “genere musicale”. Noi ci siamo sempre definiti un gruppo “progressive metal strumentale”. La parola “progressive” per noi rappresenta un po’ tutto quello che è atipico o poco convenzionale. Un punto fermo stabilito sin da subito nel gruppo è stato la scelta di non avere un cantante. Questo comporta il fatto che inevitabilmente le linee strumentali debbano essere interessanti e creative per catturare l’attenzione dell’ascoltatore. La scelta di questo genere è stata anche una sorta di sfida. È possibile catturare l’attenzione del pubblico anche senza una voce e un testo? Gruppi odierni come gli Animals as Leaders hanno dimostrato che è possibile.

 

Quanto pensate sia utile l’ 'innovazione' in musica? Pensate che oggi ne venga fatto un “corretto uso”?

 

La musica, in quanto forma d’arte, è in continua evoluzione. La sua evoluzione è direttamente influenzata dallo sviluppo della società e di conseguenza il tipo di società determina il tipo di musica. Nel periodo storico in cui viviamo possiamo dire che la tecnologia è parte fondamentale delle nostre vite e questo ha influito non poco nella sfera artistica. I prodotti musicali odierni stanno raggiungendo livelli di perfezione impressionanti, ma questa perfezione ha forse tolto un po’ di “anima” al lavoro finale. Spesso alcune produzioni sono un po’ fredde e impersonali. Non siamo contro l’innovazione ma sovente c’è un po’ di nostalgia per lavori musicali un po’ più datati, magari non perfetti, ma con molta più energia al loro interno.

 

Raccontate della vostra discografia: potete fare una panoramica dei vostri lavori? Tra tutti quale pensate sia quello meglio riuscito? Perché?

 

Il nostro primo lavoro in studio è “Quantum Multiverse” un EP di 5 tracce datato 2011 dove potete trovare i primi brani composti dai Synaptic Collapse. A fine 2016 il gruppo ha pubblicato 2 singoli, “Mentaculus” che fa parte della “Music Does Compilation” (album che racchiude 12 artisti Valdostani vincitori di un contest locale) e “Refractory Period”, ultimo lavoro della band distribuito dalla Volcano Records & Promotion. Chiaramente ogni lavoro ha un suo significato particolare, “Quantum Multiverse” rappresenta sicuramente un primo traguardo importante della band in quanto racchiude i nostri primi 5 brani originali, ma il nostro ultimo singolo è sicuramente un brano che rappresenta al meglio i “nuovi” Synaptic Collapse. In esso infatti è racchiusa l’evoluzione che c’è stata della band rispetto ai primi lavori, grazie anche alla nuova lineup. Inoltre, annesso al singolo, abbiamo prodotto il nostro primo videoclip del quale siamo molto orgogliosi e che potete trovare sul nostro canale YouTube.

 

Sembra esserci stato un periodo di rottura, se è possibile saperlo come mai? Cosa vi ha dato la “spinta” per ricominciare?

 

Non ci piace definirla come una “rottura”. Nel 2013 circa, praticamente tutti i membri del gruppo hanno iniziato ad avere maggiori impegni, universitari e di lavoro, anche al di fuori della nostra regione (Milano, Roma). Abbiamo quindi deciso di prenderci un periodo di pausa dato che proseguire con il progetto in maniera regolare era praticamente impossibile. A inizio 2016 Lorenzo (batteria) e Andrea (chitarra) decidono di riprendere in mano il progetto, subentrano nella band due nuovi membri, Maurizio (basso) e Carlo Alberto (chitarra), e si decide di portare il gruppo ad un livello successivo cercando di concretizzare un po’ di sogni nel cassetto, firmare un contratto e pubblicare un secondo lavoro in studio.

 

Illustrate cosa pensate dei concerti live e come ci si sente ad esibirsi davanti ad una folla che acclama.

 

Il concerto live è sicuramente il momento più bello per un gruppo. Nulla può eguagliare la sensazione di riproporre la tua musica su un palco davanti ad un pubblico. Nel nostro caso è sempre interessante osservare le reazioni del pubblico. Il nostro genere musicale è abbastanza inconsueto, almeno per il panorama italiano, e il fatto di non avere un cantante a volte spiazza un po’ chi ci ascolta. Detto questo però abbiamo sempre avuto un riscontro positivo e chi ha ascoltato il nostro EP sostiene che in una situazione live rendiamo molto di più che su disco. Quindi venite ai nostri concerti!

 

Credete che internet sia un ottimo mezzo di propaganda per una band emergente?

 

È innegabile che internet abbia dato un aiuto concreto a innumerevoli band per promuoversi e farsi conoscere. Noi, come ormai qualsiasi altra band, abbiamo tutti i profili social del caso (Facebook, Instagram, YouTube, Twitter ecc) che ci permettono di essere “visibili”. Chiaramente il rovescio della medaglia è che avendo tutti la possibilità di essere “visibili”, tutti lo sono e nessuno lo è allo stesso tempo. La tecnologia ci sta dando un grande aiuto ma bisogna anche saperla usare con criterio.

 

A chi e/o a cosa vi siete ispirati nel creare il progetto “Synaptic Collapse”? Avete in particolare degli idoli?

 

Come già detto in precedenza la nostra prima fonte di ispirazione sono stati, e sono tutt’ora, i Blotted Science, un gruppo prog metal strumentale americano purtroppo poco conosciuto. È grazie al loro primo album che sono nati i Synaptic Collapse. La seconda grande ispirazione sono sicuramente i Meshuggah. Di loro adoriamo i riff potenti e le ritmiche quasi ipnotiche. Infine gli Animals as Leaders sono un’altra recente influenza. Diciamo che il nostro obiettivo è quello di trovare una sintesi musicale tra i ritmi articolati dei Blotted Science, i riff potenti dei Meshuggah e le idee compositive degli Animal as Leaders.

 

Questo spazio è dedicato alla band per riferire qualcosa a piacere.

 

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Sul nostro canale YouTube potete vedere gli ultimi video del gruppo oltre che il nostro primo video clip ufficiale del brano “Refractory Period”.

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