2 LUGLIO 2018

I 17 Crash sono una band hard ‘n glam rock di Livorno formata da Ros Crash alla voce, Frankie alla chitarra, CJ “Black Dog” Guarne alla chitarra, Lawrence Kaos al basso, Phil Hill alla batteria e Alessio Lucatti alle tastiere e synth. La band toscana, nata nel 2011, ha pubblicato nell’ottobre del 2015 il primo album “Reading your dirty mind” con Demon Doll Records. Dopo un lungo tour promozionale che ha visto la formazione aprire concerti e festival anche ad artisti internazionali, i 17 Crash riescono ad approdare nella scena rock ‘n roll italiana. Nel 2017 iniziano le registrazioni dell’album che tratterò in quest’articolo, “Hit the Prey” pubblicato da Volcano Records il 30 Marzo del 2018. 

“Hit The Prey” è un album che ci riporta indietro nel tempo di 30 anni, ci fa allungare i capelli e arricciarli come solo i gruppi anni ’80 della scena hard rock americana osavano, un album che non smette di far saltare l’ascoltatore grazie ai suoni e riff di chitarra così classici da non poter mai morire. Si sente che i 17 Crash hanno fatto i compiti a casa: Poison, Bon Jovi, Van Halen, Scorpions tra i tanti gruppi a cui la band toscana si ispira palesemente e consciamente. Nessuna sbavatura, dall’inizio alla fine, gli 11 brani che compongono Hit The Prey ci fanno rivivere quelle atmosfere anni ’80, piene di acuti selvaggi, storie d’amore sognanti, melodie che danno la carica nonostante il loro pianoforte ‘emotional’ e una potenza di spirito rigorosamente data dal backing vocals. Se siete amanti del genere, quest’album non vi deluderà perché è esattamente tutto ciò che ci si aspetta da un gruppo che si definisce hard ‘n glam rock e intenzionato ad ispirarsi pienamente al periodo delle ballad romantiche e dei lenti da ballo scolastico americano, proprio come la track “In the Eyes of a Woman”, un brano comunque sempre contornato dalla potenza della chitarra elettrica e dai cori perfetti. Nostalgico, romantico, rock e irrimediabilmente americano; è quest’ultima in particolare una caratteristica importantissima, ovvero la volontà della band di apparire e di suonare il più possibile internazionali, così da confondersi pienamente con le band originali di quegli anni d’oro, di eccessi e di assoli di chitarra favolosi. Difatti, ad un primo ascolto di ‘Hit The Prey’, ci si chiede se veramente è un album prodotto e pubblicato nei giorni nostri, in quanto non solo lo stile dei brani rispecchia quello dei gruppi anni ’80, ma anche le tecniche vocali e musicali usate sembrano realmente venir fuori da una formazione di quegli anni. Inutile dire che il primissimo ascolto della voce di Ros Crash ricorda un mix tra Jon Bon Jovi e Axl Rose, le voci che tutti noi associamo rispettivamente agli anni ’80 e ai falsetti selvaggi e forsennati. Stesso discorso vale per tutti gli altri strumenti, compreso l’utilizzo delle tastiere e del classico piano strappalacrime. Impeccabili in ogni loro pezzo, i 17 Crash sono la reincarnazione dei gruppi hard rock ‘from the States’ più amati di sempre. Ci si potrebbe chiedere se la band ha intenzione di continuare su quest’onda oppure di osare e contestualizzare in chiave contemporanea questo loro stile glam rock, magari azzardando qualche sonorità inaspettata…

 

Flavia Antonelli

85/100