16 MARZO 2019

The Selfish Cales presentano il loro terzo album: "Haapsalu", in uscita per Volcano Records. Haapsalu sembra essere una remota località estone da cui Andy Cales ha preso ispirazione per il proseguo del progetto, caricandosi sulle proprie spalle il pesante compito di perseguire la storia che l'ha reso ormai l'unico protagonista. I The Selfish Cales infatti si presentano a quest'ultimo appuntamento con tutt'altre sembianze, anfratti temporali hanno portato la formazione ha subire diversi e sostanziali cambiamenti: la nuova line-up, con il ritorno di una formazione a quattro elementi, presenta Giuseppe Floridia al basso/cori, Alberto Rocca alle tastiere/cori, Luca Zanon alla batteria ed Andy Cale alla chitarra e voce.

Si presentano come band psych rock che però presenta molte influenze tra le quali progressive rock, un richiamo al jazz (soprattutto nella ritmica) e un basso orientato a sonorità e riff piuttosto funky.

Si nota un netto cambio di rotta rispetto alle sonorità dei precedenti  lavori dei Cales, ritrovando in questo loro ultimo pargolo una direzione ostinata verso il progressive. Un plauso personale al bassista Giuseppe Floridia che dona nuova linfa e movimento ai brani di "haapsalu" con una ricercatezza del suono notevole e dei riff a cavallo tra psych e funky. Davvero ben riuscito. L'album si presenta con brani molto articolati nel loro complesso, si apprezza la ricercatezza nella struttura musicale e l'estrema versatilità di tutti gli strumenti utilizzati volti ad un'unica causa. Trovo che alcuni di essi abbiano una durata eccessiva, ma nell'insieme è un dettaglio che poco si nota. Alcuni schemi ed alcune strutture musicali (tra cui svariati bridge per passare da una parte all'altra del brano) risultano non nuove all'orecchio, ricordano dettagli già sentiti.

Il prodotto finale è curato nei minimi dettagli, poco è lasciato al caso. La ricercatezza delle giuste e più adatte sonorità è una caratteristica di spicco che contraddistingue quest'ultimo lavoro dei Cales, infatti l'uso di svariati strumenti oltre a quelli sopracitati alza notevolmente l'asticella a loro favore. Particolare plauso ai brani: Baltic Memories, Haapsalu e Beyond The Last Horizon. Davvero notevoli a timpani ben allenati.

"Haapsalu" presenta la voglia di continuare il ciclo di sperimentazione musicale che ha caratterizzato l'evoluzione dei The Selfish Cales durante la loro carriera, risulta un lavoro potente, ben studiato e ben riuscito. Nulla è lasciato al caso e i dettagli che spiccano durante l'ascolto non possono far altro che confermare il notevole risultato di questo loro ultimo lavoro.

 

Bert

75/100