21 MAGGIO 2018

Il metallo ligure torna a farsi sentire. Per la precisione siamo a Savona, terra dove hanno avuto origine i The Sunburst. La band è formata da Davide Crisafulli (voce), Francesco Glielmi (basso), Luca Pileri (chitarra) e Stafano Ravera (batteria). Questi quattro ragazzi ci presentano un metal/alternative rock post-grunge e rock progressive dall'ottimo tiro. Non sono esattamente dei principianti. Infatti, nel 2014 avevano già pubblicato il loro primo album di inediti, intitolato Tear Off The Darkness. Sono passati circa quattro anni da allora, ma i The Sunburst non sono stati affatto fermi con le mani in mano, e si sono dati molto da fare. Questo lasso di tempo abbastanza lungo è stato infatti caratterizzato da un'intensa attività live, e non solo in Italia. I The Sunburst, infatti, possono vantare nel proprio cv concerti tenuti in Austria, Slovacchia, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca e Lituania. Hanno inoltre potuto condividere il palco con diverse band e nomi importanti come i Primal Fear, i Punkreas, Kutso e Richie Ramone. Adesso, però, i tempi sono diventati più che maturi per pubblicare un nuovo album, intitolato Resilience & Captivity.

La nuova pubblicazione inizia con Resilience, brano di un minuto formato sostanzialmente da un arpeggio in pulito che fa da intro al pezzo successivo. La seconda traccia si intitola Crows and Dust, e mette subito in luce un'ottima prova di Davide Crisafulli. Il pezzo non è molto lungo (supera di non molto i tre minuti) ma è abbastanza complesso, caratterizzato da molte buone melodie. La successiva traccia, Diamond, inizia con un riff interessante, che si alterna, quasi come in risposta, con le liriche dei versi. Il pezzo, anche questo breve, si fa ascoltare, nel complesso è meno incisivo del precedente. Segue What If, traccia che ammicca alla ballad. Molto bello l'intermezzo, che riesce a variare un pezzo gradevole, ma forse fino a lì un po' troppo “facile”. Non manca una assolo melodico finale, non memorabilissimo ma funzionale. La traccia successiva è un'altra intro arpeggiata, intitolata Captivity, come se fosse la seconda parte del disco. In 44 secondi siamo introdotti a World On Fire, che parte con un riff davvero tosto. Il ritornello è molto canticchiabile e gradevole, ma toglie un po' di tiro al pezzo. Anche questa traccia si chiude con un assolo di chitarra, stavolta molto più interessante. Successivamente abbiamo ancora un'intro, stavolta di soli 12 secondi. Si intitola Ashes, ed è caratterizzata da un riff di basso, che poi viene sviluppato con gli altri strumenti in Phoenix. Il riffs è davvero efficace. Anche questa canzone perde però impatto con le soluzione melodiche e più tranquille dei versi. L'album si chiude con Eternal Life, cover di Jeff Buckley. La canzone è riprodotta dai The Sunburst in puro stile Alter Bridge.

L'album e i suoi pezzi sono molto brevi. In tutto la durata è di circa 22 minuti, davvero poco. Resiliance & Captivity si ascolta quindi molto velocemente e sicuramente regala momenti molto positivi. Il metallo, anche se non particolarmente pesante, ruggisce. Soprattutto, la prova vocale è molto convincente. Tuttavia a volte le soluzioni e i ritornelli melodici a volte smorzano l'impatto di più di una canzone. Purtroppo questo a volte disorienta un po', togliendo punti alle composizioni. Si può migliorare il tiro.

 

Tracklist:

01-Resilience

02-Crows and Dust

03-Diamond

04-Breeze

05-What if

06-Captivity

07-World On Fire

08-Ashes

09-Phoenix

10-Eternal Life

 

Formazione:

Davide Crisafulli: voce

Francesco Glielmi: basso

Luca Pileri: chitarra

Stefano Ravera: batteria

 

Giovanni Casareto

68/100