31 MAGGIO 2018

I "Tribunale Obhal" rilasciano il loro album d'esordio "Rumore in Aula". La band, composta da Mattia "Labo" Bellocchi alla voce, Tommaso Golaschi alla chitarra, Francesco Boschini al basso e Lorenzo D'Addesa alla batteria, presenta dieci canzoni in un album dalle sonorità forti, un hard rock dalle sfumature crossover e una spiccata impronta grunge.

L'ascolto complessivo può risultare monotono, in quanto le canzoni sono caratterizzate da uno stesso groove molto cadenzato e un andamento ritmico/melodico molto rassomigliante tra un brano e l'altro. Nonostante questo non si può non riconoscere l'aggressività del sound dato dato da un buon connubio tra chitarra e basso che suonano spesso all'unisono e batterie molto heavy che fanno da sfondo ad una voce molto grintosa.

Ogni canzone si presenta in modo genuino, quasi live, non avendo particolari sovraincisioni o arrangiamenti in studio di registrazione, quello che si sente rispecchia la formazione dei quattro ragazzi prestandosi così ad una performance live molto fedele a quello che è il sound dell'album.

I testi, in italiano, trattano tematiche introspettive e di ribellione nei confronti di una società stereotipata in cui l’individuo è costretto ad annientare il proprio “se” per potersi uniformare. 

Rappresentativo di ciò, è il video che accompagna la traccia “Taipaa”, reperibile sul sito della band e su Youtube.

Altra scelta di interesse è rappresentata dalla grafica dell’album che, pur richiamando la copertina di un’altra nota band (non è da escludersi la volontà di tale scelta) rende chiaro, anche ad una prima occhiata, il contenuto del disco.

Concludendo Tribunale Obhal è una band dai testi retorici e provocatori che accompagnano una musica dalle sonorità forti in quello che è il nuovo alternative rock italiano, distinguendosi senza ombra di dubbio per il suo sound e per la grinta. Unica lacuna risiede nella varietà ritmica, che purtroppo tende sì ad unificare i pezzi, ma allo stesso tempo rende l’ascolto un po’ monotono.

Il voto che voglio dare alla band è un 70 di incoraggiamento, le potenzialità ci sono e si sente, il carisma non manca. 

Augurando il meglio alla band.

 

Marta Pipitone 

70/100