29 DICEMBRE 2017

Recensire un album come questo per una webzine dedicata all’hard&heavy potrebbe non sembrare una scelta sensata. Al contrario lo è per almeno due motivi; il primo è che il metaller o comunque l’ascoltatore rocker medio tende ad avere grande apertura mentale e cultura musicale, al contrario di quanto si tende a credere (stupidamente). Secondo perché, un album come questo uscito in ambito underground, dimostra quanto coraggio, energia e soprattutto talento assurdo si possa avere e dimostrare senza navigare nella ricchezza (che spesso negli ultimi tempi produce più pattume e ridicolezze che altro).

“Beyond” è uno di quegli album che potresti aspettarti dalle big band di super professionisti più che affermate nei decenni (con special guests di prim'ordine quali  Jordan Rudess, Eric Marienthal, Marco Minnemann, Jesus Molina, Tomasz Bura & Roby Meola), o da progetti paralleli di famosi musicisti jazz rock fusion, anche solo parlando di qualità sonora, missaggio, mastering e performance. Uscendo dagli schemi del neo progressive, potrebbe far pensare a band del calibro degli Uzeb o più semplicemente ai classici Weather Report (in ottiche più fusion e sperimentali).

In realtà Alex Lofoco (il bassista compositore e leader dell’intero project) osa addirittura di più. Se avete presente quel capolavoro di “Word of Mouth” (seconda ed ultima fatica solista ufficiale di Jaco Pastorius) e mischiate assieme all’inconfondibile stile di Jaco (un po’ fusion, un po’ jazz, un po’ oltre i limiti dell’uomo in generis), un progressive moderno ma sperimentale, più un jazz ispiratissimo e sentito, oltre a dosi di heavy prog istrionico alla Steve Vai, con toni più viscerali (“alla Steve Harris” citando lo stesso Alex) e momenti di innata spensieratezza (capaci di toccare mille sfumature musicali diverse con grazia e decisione allo stesso tempo) non avete ancora il quadro completo.

Il coraggio di un giovane musicista (già comunque conosciuto nell’ambito delle clinic relative alle tecniche bassistiche di diverso tipo in Europa e USA) nel produrre un album incredibilmente istrionico, capace, espressivo e soprattutto coraggioso (a meno che non si sia un Joe Satriani o un Pat Metheny, solo per citarne qualcuno) merita minimo un ascolto e l’acquisto sui vari digital stores che lo propongono.

Mi auguro di cuore che ne escano anche copie fisiche (CD o LP che sia) perché un album tanto talentuoso e coraggioso, merita di uscire dal virtuale per dimostrare con la sua fisicità il motivo della propria esistenza artistica.

Se state cercando qualcuno che sia in grado di stupirvi con talento, follia, capacità e mancanza di limiti, uno di questi è proprio lui. Non fatevelo sfuggire.

 

“Support music, not rumors!” (Chuck Shuldiner)

 

Tracklist:

01. Rolling the Stone

02. Resurrection

03. Grace

04. Earthquake

05. Mystery or Faith

06. The Spear

07. Beyond

 

Freddie Wolf

99/100