Di solito quando mi metto all'ascolto di una nuova band, mi piace  poter seguire la musica, leggendo i testi dei brani, concentrarmi sui vari passaggi, sono incuriosito dalla loro provenienza e dalla loro storia per cercare di farmi un'idea più precisa di quello che mi appresto ad ascoltare, bene il materiale a mia disposizione è scarso... tre righe di biografia, in cui loro dicono di fare Death -Thrash, la lista dei brani, oltre alla copertina  che lascia presagire tematiche oscure ed estreme.

 

Dopo questa premessa, mi metto all'ascolto di questo “PATH OF SOULS“ (non con pochi preconcetti) convinto di trovarmi di fronte all'ennesima band che ripropone tutti i clichè del genere, parti velocissime, stacchi rallentati con GROWLING maligno etc…

 

Invece gli “ALTERED SHADE“ hanno confezionato un signor esordio, dove amalgamano potenza death metal,  ripartenze thrash e soluzioni melodiche prettamente heavy metal in un sound oscuro e maledettamente coinvolgente.

Nelle prime tre tracce ci troviamo di fronte un attacco ragionato, dove parti prettamente Thrash si alternano a sfuriate Diaboliche di stampo DEATH Metal, con inserti chitarristici che rimandano all'heavy metal degli 80's mettendo in mostra una sezione ritmica terremotante ed una coppia di chitarre ispirate sia sul versante ritmico che su quello solista.

Menzione particolare per “The last Door“ che dal vivo deve essere veramente una bomba con la parte finale da brividi.

 

Si continua con “The Engraved path” e “The revenge of Venus “ che  dopo inizi veramente estremi si dipanano in brani strutturati e con diversi cambi di atmosfere che li rendono emozionanti, pur se non di facile assimilazione.

 

Il rintocco di una campana ci presenta “Meanders“ che parte con un arpeggio sognante per poi trasformarsi in un brano ad alto tasso emotivo, dove si alternano parti molto lente ad altre di matrice DOOM -THRASH, dove le vocals declamano distruzione e sofferenza per un risultato finale veramente notevole. Menzione speciale per l'assolo chitarristico centrale  veramente bello.

 

Le successive “Voodoo Philter“, “Lord Vlad“ e “Until last rites” confermano una band ispirata che, grazie ad un songwriting mai banale ed un tasso tecnico notevole, riesce ad essere varia ed interessante anche sulla lunga distanza, immettendo nei loro brani strutture  molto diverse, che partendo dal Metal ottantiano arrivano  all'assalto più brutale, con una perizia straordinaria dando ai brani una presa micidiale.

 

Chiude l'album “The Shadows of forgotten“ breve brano strumentale che nulla aggiunge a quello già detto  ma che ribadisce il gusto della melodia che possiede la band.

 

In conclusione: un bravo agli ALTERED SHADE per aver confezionato un prodotto che, se pur bisognoso di più ascolti per poter essere apprezzato in pieno, centra l'obbiettivo di essere coinvolgente nella sua interezza e che può ritagliarsi un suo spazio nel panorama metal grazie solo alla bontà del suo contenuto.

 

 

 

Alex Aranill

75/100