11 LUGLIO 2017

Persistence of Memory è il primo full lenght album dei Final Coil, band britannica che ha da poco firmato con la Wormholedeath.

Con due Ep all’attivo i Final Coil consolidano il loro rock alternativo ricco di influenze regalandoci più di sessanta minuti di atmosfere molto cupe e lente. Presistence of Memory è un album senza troppe pretese, preferisce coinvolgere più che stupire, di fatti ogni canzone si prende sempre il proprio tempo prima di esprimersi, e lo fa con calma, mai con decisione affrettata. I richiami ambient non sono pochi e funzionano tutti, alla perfezione.

Il songwriting ha dato più spazio alla ricerca di voci, spesso alienanti e armonizzate mediante le metodologie più progressive che ci siano in giro, che all’ uso di virtuosismi strumentali; avrebbero avuto davvero poco senso con l’intero concept. Myopic ne è un chiaro esempio: un riff funzionante che si ripete mentre le voci ci trasportano in un universo parallelo; quando però sembra finire ecco che si ricollega la fantastica suite di dieci minuti: Failed Light.

Questa maestosa canzone, sebbene ci si aspetterebbe una struttura complessa, si divide in tre semplici segmenti racchiudendo quasi tutta l’essenza dell’album in questa sesta canzone.

Presistence of Memory mantiene costante un senso di angoscia, perdizione e solitudine in un’onda che ci trasporta dolcemente dentro le menti del quartetto di Leicester, ma con la decima composizione, In Silent Reproach, sembra tutto arrestarsi ed interrompersi. Scelta curiosa dunque metterlo come penultimo brano, si viene precipitosamente riportati sulla realtà, quasi con disprezzo e casualità, per poi concludere il nostro viaggio con Alienation un brano quasi totalmente acustico che ci riporta, un’ultima volta, in questa desolazione tutta britannica.

Album molto singolare quindi quello dei Final Coil, non passa di certo inosservato e cattura tutti gli amanti del genere. Consigliatissimo.

 

Francesco Goi

79/100