Come tutti noi ben sappiamo, la Scandinavia ha il suo perché in fatto di musica: sarà la brezza proveniente dai fiordi, saranno le lunghe distese verdi o saranno i fiumi, le cascate e le Northern Lights che danno l’ispirazione necessaria, ma inventiva, eleganza e ottima struttura vengono fuse per dar vita ad un sound distinguibile all'orecchio di qualsiasi esperto e non. Ed è proprio dalla maestosa Norvegia che arriva il vento del nord che porta con se le strabilianti sonorità dei Know Your Nemesis! Formata a Kongsvinger da quattro strabilianti elementi, la "metallica" band norvegese si affida alla nostra etichetta italiana WormHoleDeath Records per piantare le loro radici con il loro full-length “Break The Chain”: un album strabiliante, straripante di tecnica ed egregiamente impostato per dar modo all'ascoltatore di immergersi in esso, dando vita a mondi paralleli di diversi generi, rendendo questa immersione unica nel suo genere.

Striscia lentamente fuori dal guscio il riff iniziale di “Fade Away”, trascinandosi dietro un sound mordente, che riporta alla mente i celebri Parasite Inc; una miscela esplosiva di prog metal e melodic death che non esiterà ad assuefare l’ascoltatore.

L’album, in continua evoluzione, si fa strada in maniera grandiosa con “Metaphor Of Broken Dreams”, che con i suoi salienti momenti di puro heavy segna il disco come un tesoro da scoprire, ricco di sfaccettature e colmo di strabiliante tecnica.

Noia? Una parola che non ha parte in questo album, anzi, “Break The Chain” ne vaporizza l’esistenza! Un prog melodico che si fonde con dei minuscoli tratti metalcore che rendono vivo l’intero project, un pezzo privo di imperfezioni che si leva leggiadro.

Arriva “Breathe” con la sua estrema delicatezza, facendo il suo ingresso per poi esplodere con scream, ritmiche roventi e break ben impostati, senza parlare dei riff che inondano il cuore e l’anima di un pubblico in disibilio per questa band unica nel suo genere.

“Blind me” è il classico esempio della traccia ‘morbida, ma non troppo’: una struttura corposa con un ottimo cantato, in grado di smuovere gli animi dei metallari più incalliti, procurando headbang ed emozioni allo stesso tempo; un mix emotivo perfetto.

Vengono disintegrati i muri della quiete con “Are We Alone (Unholy War)”, che con la sua scarica sonora aumenta la voglia di muoversi e fare baldoria; riff perfetti, soli idilliacamente impostati, cori eccezionali e break meravigliosamente strutturati; a parer mio, la miglior traccia del disco!

I primi arpeggi di “So Be It” ristabiliscono la quiete per qualche secondo, prima che la fiamma heavy incendi di nuovo la track, dando vita ad un opera entusiasmante, con sonorità melodic - death veramente ben impostate.

Rallentano lievemente le ritmiche con “Freedom Call”, al contrario della loro corposa struttura; i Know Your Nemesis continuano a sfornare emozioni su emozioni, come fanno con questo pezzo che diviene nel mirino del riascolto, grazie alla sua elegante e trasportante andatura.

Si elarge pesantemente “End Of Me” che continua a tener alto il livello di energia nell'album: armonizzazioni e percussioni che si uniscono alla perfezione, disegnando un quadro metallico unico, lasciando qualcosa nella mente del pubblico.

E dopo un album di continue scariche emotive e sonore, quale miglior modo di concludere questo capolavoro musicale se non con “Free My Fears”, che grazie alla sua indiscutibile possenza alimenta la voglia di ricapitolare l’intero project, immergendosi nuovamente in questo oceano di adrenalina.

Un viaggio tra le sonorità dei Know Your Nemesis è in grado di cambiare l’ottica della musica, avvicinando diversi generi per completarne uno solamente, unico, in grado di tenere alto il loro nome. “Break The Chain” è il muro perfetto di diversi stili incastonati tra essi, un puzzle eterogeneo che diviene magnificamente omogeneo all'occhio e all'orecchio dei fan. Un lavoro realizzato in maniera esemplare, il quale vale la pena ascoltare e riascoltare, trovando ogni volta diverse facce da studiare. Un album ammirevole.

 

 

Marco "Durst" Campoli 

90/100