21 GIUGNO 2017

Arrivano al debutto per Wormoledeath/The Orchard (su licenza esclusiva della Too Loud Records) i Lightyears, band ferrarese che in questo “Erase” ci offrono un EP molto ben strutturato, dove alternative rock ed un certo sapore figlio della dark wave vivono in simbiosi,non dimenticando qualche sferzata metal e momenti duri di sicuro impatto.

Registrato ai Titans Lab Recording Studios e mixato,prodotto e masterizzato da Riccardo Daga,”Erase” mostra il talento del quintetto,capace,grazie alla presenza delle leading vocals femminili,di offrire un variegato ma al contempo roccioso e granitico rock moderno,un sound ben costruito che talvolta vive di spunti estremi senza mai sbilanciarsi in quell’ambito trito e ritrito che è il sound nu-metal,offrendo un piacevole profilo elettrico fatto di canzoni brevi ed intense,melodia e sferzate metal tenute sempre a bada dal filo rosso dell’alternative rock.

L’opener “Say It” è un pezzo veloce,che punta su ritmiche decise e voci d’impatto,sfruttando tanto il metal quanto i riff di chitarra di stampo ‘emotivo’ che accompagnano bene lo svolgersi del pezzo,che si snoda in una melodia continua fino all’arrivo di un intermezzo scream che sembra giocare su accordi inusuali e quasi ‘disarmonici’.

La successiva “The Story” ricalca,nell’apertura,il brano appena ascoltato (soprattutto nel pattern di batteria),ma poi si sviluppa in una strofa ed un ritornello che porta direttamente al post Seattle Sound di bands come i Rockfords,anche se la voce ricalca linee più morbide e più melodiche,meno rock e quasi pop.

“Show Me”,terza traccia e singolo portante dell’EP,si sviluppa su una linea di chitarra dal sapore U2;pian piano il pezzo si eleva sia in corpo che attitudine,mantenendo sempre la rotta sulla linea sviluppata con il brano precedente,e quindi esplodendo in un intermezzo dove la voce scream,a dire il vero,stona un po’ con l’atmosfera del brano.Si ritorna in conclusione al ritornello,che vibra nel brano come un’ondata di luce,e che confeziona forse l’episodio più ‘pop oriented’ del lotto.

Arriviamo a “A Bitter Taste”,che riprende in parte il rock duro,ma in un’atmosfera asciutta e compatta che sfocia in un ritornello azzeccato e di impatto.Le chitarre brillanti lavorano nel pezzo come collante alle lead vocals,mentre una ritmica decisa e quadrata struttura il brano in modo sicuro e preciso.

Chiude l’EP “Stick & Stones”,con la partecipazione di Chuck Ford,e che risulta essere forse il pezzo più duro finora ascoltato.Una bella dicotomia tra clean vocals femminili ed uno scream tosto e ben inserito tra le trame del pezzo regalano l’episodio più riuscito del lavoro,dando un sutto di quanto finora ascoltato e regalando un’ottima conclusione a questo EP.

Sebbene i pezzi presenti non brillino per originalità (le costruzioni dei brani sono molto simili tra loro,soprattutto nelle partiture centrali),i Lightyears presentano un lavoro assolutamente di tutto rispetto,ben prodotto e certamente ben suonato.

La presenza,inoltre,di una figura come quella di Chuck Ford in uno dei brani,è sicuramente un attestato di stima e fiducia nei confronti della band,che comunque sa muoversi bene nella formula musicale proposta,e che ha la propria forza soprattutto nelle melodie e nella precisione della sezione ritmica.

Le chitarre,ben articolate,hanno il pregio di non svilupparsi solo sul ritmo,ma anzi,utilizzano arpeggi che aleggiano lungo le trame dei brani,sostenendo le aperture dei ritornelli e non invadendo lo spazio vitale creato dalle belle vocals femminili.

Il mix ben dosato di rock,metal ed atmosfere dark che si rischiarano creano un gradevolissimo impatto all’ascolto,e,per quanto la copertina rispecchi un certo gusto per il mistero e per l’oscuro,è piacevole avvertire il contrasto nello svilupparsi dei pezzi verso la luce,verso l’armonia.

Un punto di forza risiede anche nella brevità dei brani,abbastanza corti per non stancare e abbastanza lunghi per permettere ai ritornelli di ronzarti nella testa fino a non mollarti più.

Un bell’esordio,nel quale si avverte un progressivo tentativo di dare più potenza alle atmosfere brillanti,senza calcare la mano nell’utilizzo degli screams quasi hardcore ricavando un giusto equilibrio e contrasto tra durezza ed armonia. 

In ultima analisi,una piccola nota alla band: la line-up!!!

Sarebbe bello citare i componenti di cui si sta parlando,perché è importante sapere chi sono gli autori di questo gradevolissimo EP.

Attendo fiducioso un full-lenght,per ascoltare quali sviluppi avranno da proporre questi promettenti Lightyears.

 

TRACKLIST:

1. Say It

2. The Story

3. Show Me

4. A Bitter Taste

5. Stick & Stones (feat. Chuck Ford)

 

Aldo Artina

68/100