25 FEBBRAIO 2019

"The Edge of the world" è il nuovo lavoro della band rock progressive: "Mind's Doors".  Il progetto,originario di Alicante, nasce nel 2005 e vanta un quintetto di musicisti che si fanno ben riconoscere per le loro capacità tecniche: Alberto Abaledo alla chitarra,César Alcaraz alla voce, José Bernabeu alla batteria,Marcos Beviá alle tastiere ed Eloy Romero al basso. Già ad un primo ascolto si può notare la fedeltà di genere e l'enorme impegno che i nostri hanno espresso  con questa loro opera che vuole collocarsi fortemente e lasciare il segno in un'epoca dove effettivamente nasce molto,forse troppo,nella cerchia della musica progressiva. La prima traccia "A Warm Nest" presenta perfettamente l'intera opera e tutto ciò che ci si aspetta da un buon disco prog,con ben dodici minuti pieni di  tecnica,note ed emozione. Segue "Hollow Days", con la sua atmosfera malinconica e profonda. Con "Koma" la band ci mostra anche la propria grinta,in introduzione,per poi rituffarsi nelle contorsioni melodiche di questa traccia interamente musicale e potente. Segue "Sweet dream",la più "modernizzata" di questo album che,seppure giovane, mantiene le caratteristiche del genere piuttosto radicato dagli anni 90. "The light" è un pezzo leggero, scorrevole, infatti scorre senza lasciarmi il suo sapore come altre canzoni presenti,ma non tradisce la buona qualità e lo stile perfezionistico che i cinque conservano dal primo all'ultimo minuto della loro creazione. In un disco come questo non può certo mancare una traccia come "Endless Night", interamente musicale,dove l'ascoltatore può perdersi in atmosfere infinite. "Victoria",settimo brano in sequenza, è in assoluto la canzone con l'introduzione più fiabesca e magica. Il nostro cantante ce la racconta molto dolcemente e altrettanto dolcemente le note sfumano la rock ballad come essa vuole. Chiude il cerchio "The Edge of the world",riprendendo la presentazione dell'intera opera insieme alla prima traccia e sigillandola definitivamente. Credo che i nostri "Mind's Doors" abbiamo espresso con tutte le loro energie, esattamente quello che desideravano, curando con estrema precisione i suoni e le sequenze dei brani. Hanno una voce molto bella che non si presta perfettamente e prettamente al rock progressivo ma che,con un ascolto non superficiale, è proprio la chicca che dà originalità ad uno stile molto amato da chi ama suonare davvero,ma forse un po' troppo sfruttato negli ultimi anni.  Un album da ascoltare bene e da possedere per gli amanti del genere e per chi ama fare l'amore con le note. 

 

Elisa Gasparinetti

80/100