10 AGOSTO 2017

Genere: Melodic Death Metal

Nazione: Giappone (Ōsaka)

Formato: Full-length

Titolo: Into The Marinesnow


Tracce:

01. In Riminiscence- (01:20)

02. Nyx (03:52)

03. The Witch Of Dusk (04:23)

04. Gestalt-Eve (03:46)

05. Karla The Everlasting Red (04:39)

06. –Daffodil- (02:08)

07. The Rusted Dream And My Sweet Nightmare (03:49)

08. Dissolved In The Color Of Ocean (04:08)

09. Cherished, Frozen And Faded (03:08)

10. Clockwork Serenade (06:55)

 

Membri: 

• Ren (chitarra e voce)

• Pon (chitarra)

• Ruri (tastiere)

• Nene (basso)

• Kegoi (batteria)

 

Il progetto Melodic Death Metal No Limited Spiral affonda le sue radici nel 2009, più esattamente il 6 giugno, in una delle terre più curiose esistenti nel pianeta, il Giappone. Dopo circa tre anni dalla fondazione No Limited Spiral creano un EP, che porta come titolo il nome stesso della band, una piccola raccolta di quattro tracce che infondono un forte senso di agonia. Tra il 2012 ed il 2013 il progetto crea due single intitolati rispettivamente “My Bleeding Legacy” e “Onyx”. Il 9 luglio 2014 finalmente viene creato l’album di debutto di No Limited Spiral, dal titolo “Precode: Slaughter”, una raccolta di ben undici tracce che garantisce ascolto per 43:09 minuti. Il 2015 vede nascere il terzo single della band, che realizzato il 3 marzo, porta il titolo di “Karla The Everlasting Red”. Ed Ecco che il 28 luglio 2017 viene realizzato il secondo full length del progetto giapponese dal magico titolo “Into The Marinesnow”, avente in se dieci tracce in grado di garantire 38:08 minuti di ascolto. Nonostante i dieci anni di attività No Limited Spiral sembrano essere ancora molto indecisi sul genere musicale scelto(?), e il bellissimo nome dell’album che conduce in un mondo a se in realtà copre ciò che veramente c’è sotto. I toni sono più volti verso quelli del Metalcore, con note Groove e Progressive, i titoli delle tracks stesse si impegnano a dare un’impressione totalmente opposta, portando a primo impatto a credere che la band non pratichi Melodic Death Metal. Elementi portanti che si salvano in tutto ciò grazie al loro tecnicismo, sono le tenaci chitarre che competono in riff da paura, coperte però da un accompagnamento di batteria atipico per il Melodeath perché troppo “leggero”. Il songwriting sarebbe eccellente se non fosse per la leggera monotonia riscontrabile nelle tracks, sono prevedibili e tutte quasi assomiglianti tra loro, alla conclusione dell’ascolto non rimangono sentimenti importanti, come se tutto fosse corso via senza che l’ascoltatore se ne accorgesse, rimane un senso di vuoto incolmabile. Ci si sarebbe aspettato molto di più dalla band giapponese, ma nonostante l’età del progetto é chiaro che l’esperienza ancora non é cresciuta, d’altro canto la discografia é relativamente breve, e la consapevolezza vera e propria non si conta in anni ma in lavori svolti. Dal punto di vista produttivo si potrebbe affermare che No Limited Spiral siano ancora molto giovani, e si spera che un giorno maturino fermandosi in un genere musicale ben fatto invece di oscillare indecisi tra cento. I cinque collaboranti hanno ancora parecchie cose da sistemare e da apprendere, e forse plasmando nuove creazioni impareranno, sperando che un giorno riescano a creare un Melodic Death Metal degno e ben fatto. Le influenze provenienti da altri generi musicali sono quasi sempre gradite, ma quando inizia a notarsi che in realtà queste “sfumature” sono esagerate viene il pensiero che vi sia molta indecisione riguardante una cattiva affermazione di un genere musicale. Con ciò la stabilità risulta essere alla base di un progetto musicale, e come ogni cosa si ottiene solo col sudore, con tanto impegno ed “olio di gomito”. Chi ama un Death Metal non esagerato sarà comunque contento del lavoro svolto da No Limited Spiral, é giusto dare possibilità a qualsiasi progetto poiché i sogni delle persone non possono essere infranti come si vuole, poi la selezione vien da sé. Coraggio e bravura vengono sempre premiati!!

 

Giulia De Antonis

64/100