Nella scena Metal degli ultimi anni si sta sempre più affermando  come genere il Viking metal, evoluzione del Black metal nato intorno la fine degli anni ’80.  Di estremamente innovativo nel genere troviamo la scelta delle tematiche, per lo più i testi sono di carattere epico e spesso vengono narrate leggende della mitologia scandinava. Si sa, il genere ha sempre trovato terreno fertile in Nord Europa, ma fin dagli esordi ha attirato musicisti di ogni provenienza.  I Pimea Metsa (Che tradotto dal Finlandese significa “Foresta Nera”)  sono una band Viking\Folk Metal indipendente di origini Spagnole, e devo dire che fin dalla prima canzone del disco hanno stimolato la mia curiosità. Ad aprire l’album “No Blood, No Glory” è un brano strumentale dal titolo “'Hávamál” nonché il secondo componimento dell’Edda Poetica, pochi minuti in cui si mescolano archi ed un leggero synth con cornamuse,  un intro folk che come un soffio, si collega perfettamente alla seconda traccia “Viking’s Creed” una canzone con un impatto impressionante. Qui troviamo combinazioni tra growl ben curati ed un lieve tocco di arpa. Il disco in generale, ha molte influenze musicali: si sentono vicinanze con i colleghi Turisas, Tyr, Amon Amarth e Korpiklaani.  No Blood, No Glory non è un album concettuale, le tematiche si riferiscono principalmente a battaglie epiche, vichinghi, mitologia ed echi in difesa della natura, che al giorno d’oggi l’uomo sta sempre di più trascurando. Nell’album sono presenti anche testi di letteratura ed eventi storici. E’ il caso di canzoni come: “Grendel (Beowulf’s chant I)“,  il brano ha delle atmosfere davvero particolari, tendenti quasi al gotico, c’è un bel gioco di chitarre che sembrano rispondersi con i riff, oppure “Cry for Freedom” che narra la lotta per la libertà di William Wallance. Suggestivo ed evocativo, il brano è davvero ricco di generi perfettamente alternati tra loro (Folk, Death Metal e Goth). No Blood, No Glory è un ottimo lavoro sia a livello compositivo che di post produzione, particolarmente apprezzabile è la scelta dei contenuti da parte della band. Le tematiche non sono per nulla banali, e cercano di mostrare valori quali lealtà, fratellanza, la solidarietà, il coraggio e la non paura per la vita o la morte tipico elemento della cultura vichinga, testi che possono insegnare qualcosa in questi tempi.

 

 

Annalisa Barra

85/100