18 DICEMBRE 2017

I francesi Right to the Void si formano nel 2007. Nel 2010 esce il loro EP di debutto “It Has to Be Done”, dal sound grezzo tipico dei primi lavori ma che già mostravano una buona composizione, seppur più rivolta al metalcore piuttosto che al metal. L’EP vale loro la possibilità di condividere il palco con band del calibro di Napalm Death, Immolation, As They Burn e molti altri. Nel 2012 arriva la firma per la Wormholedeath per il loro debut album “Kingdom of Vanity”, arrivato nel 2013. In questo disco si sente già una maturazione nel sound più orientato al death metal e nella composizione più curata. Il punto di svolta di questo full lenght è nel lavoro di produzione: la registrazione è affidata alla MathLab Recording Studios di Prato con il produttore Jonathan Mazzeo, mentre mixing e mastering sono affidati a Christian Donaldson (Beneath The Massacre, Cryptopsy…) in Canada. Squadra che vince non si cambia, e lo stesso team si occupa anche della produzione del successivo lavoro, “Light of the Fallen Gods”, uscito nel 2014 dove il sound matura ulteriormente diventando un death metal di stampo melodico. Ora, nel 2017, esce la loro ultima fatica, “Lunatio” e non è un semplice EP: è il primo di una trilogia che segna l’inizio di un nuovo percorso. Il titolo della prima traccia, “Lines 1”, rafforza il concetto di nuovo inizio. Chi è abituato al sound dei precedenti lavori dei Right rimarrà infatti spiazzato: è evidente la loro voglia di sperimentare nuovi orizzonti e nuovi suoni.“Lines 1” sperimenta l’uso di beats elettronici, ritmi rallentati ma più pesanti ed incisivi, lo stile di canto aggiunge allo scream maggiori parti di growl e addirittura il pulito. “3.747 2” prosegue con il sound Melodic Metal impreziosendolo con passaggi più tecnici, salti e cambi di tempo, assoli e contro-assoli.“Let The Ruins Fall” è la traccia più simile al sound melodic death dei precedenti lavori, sebbene anche qui vengano introdotti elementi di innovazione come un intermezzo con tastiera all’inizio della canzone. “Lunatio” è un EP interessante, un bel salto evolutivo rispetto ai precedenti lavori della band. È il simbolo di un evoluzione rischiosa ma possibile, la voglia di rompere i propri schemi per reinventarsi il una nuova, migliore forma. I Right to the Void ci sono riusciti ed ora attendo con curiosità il proseguo della trilogia.

 

Alessia 'VikingAle' Pierpaoli

80/100