13 APRILE 2018

Che contorni ha il buio? Indefiniti, insondabili. Prendete le profondità più impenetrabili dei mari ad esempio. Scendendo fino a 10000 metri di profondità si trova la “zona adopelagica” dove nessun raggio di sole riesce a giungere. Persino le creature marine che vi abitano si sono abituate a vagare e nutrirsi nel buio profondo. Eppure, nonostante la pressione che supera le 1000 atmosfere e il buio completo, anche a quelle profondità la vita è riuscita a giungere o forse proprio da lì proviene e dunque non è uno scendere ma un salire, verso l’alto dove l’ossigeno è più facilmente reperibile e la luce torna a splendere. “Hadopelagic” è il titolo dell’ultimo lavoro dei Sanguine Glacialis, band del Quebec (in certi casi, dire Canada è approssimativo) capeggiata dalla cantante e tastierista Maude Théberge, unica superstite della line up che incise il primo lavoro (“Dancing With a Hanged Man”) ormai sei anni fa. Da allora, tanta musica è passata e di strada ne è stata percorsa e non a vuoto, almeno a quanto asserisce la stessa front-woman che però, alla più complessa richiesta di classificare il nuovo album entro un genere musicale ben definito, sardonicamente sorride e fa scivolare la domanda altrove. E a buon diritto, diremmo, visto che “Hadopelagic” è una commistione di generi che hanno e non hanno a che fare con il metal. Sicuramente ricalca gli stilemi del death e symphonic metal, ma durante le 10 tracce dell’album il gruppo compie incursioni nel nu metal, nel rock più indie per poi zampettare nel jazz in alcuni passaggi interlocutori che smorzano la pesantezza di chitarre e batterie. Raggi di luce che fendono la coltre scura di un pesante tendaggio. In questo sound creolo, due però sono i tratti caratterizzanti: la voce di Maude (e i suoi polpastrelli che pigiano sulle tastiere) e la sensazione di buio in cui piomba l’ascoltatore. A tal proposito, ho compiuto un esperimento semplicemente indotto dal primo ascolto: ho (ri)ascoltato il disco bendato e mi sono accorto del cambio di percezione. L’ascoltatore non vedendo niente intorno a se è guidato dalla voce di Maude che alterna lo scream alla voce angelica, rallentando e aumentando il ritmo e l’aulicità facendo da ascensore fra le tenebre e la luce. La delicatezza dell’angelo e la cupezza del profondo dell’anima, “Hadopelagic” supera l’ora abbondante di musica con canzoni lunghe dove l’alternanza di registri musicali è sapientemente scelta per mantenere alta l’attenzione. Curioso l’approccio. L’album si apre con “Aenigma”, una traccia con le prime strofe recitate al contrario il che ribadisce la non semplicità e immediatezza nel decifrare l’album ma al contempo sfida in qualche modo l’ascoltatore incuriosendone il timpano. La summa dell’intento è però rappresentata da “Missa di Angelis” (i titoli delle tracce sono in latino, inglese e francese…come il Quebec impone!) scientemente posizionata quasi a fine immersione sonora (se ti sei spinto fin qui…te la meriti!). Si parte adagio, con la batteria che dopo poco lascia il proscenio al piano che tratteggia una specie di soundtrack horror. Quando pensi che dopo un momento di pausa arrivi la chitarra e lo scream (o il mascherato mentalmente instabile), ecco invece apparire un sobbalzante ritmo quasi indie rock. Si prosegue così, i vari generi fanno capolino e spariscono dietro la voce di Maude. Si alternano, si danno il cambio e creano un quadro variegato che soddisfa e stupisce. La copertina, suggestiva, con il famelico calamaro gigante che sbuca dagli abissi, il “Kraken” della seconda traccia, dà un’idea visiva di ciò che è possibile trovare all’interno del disco. Bendatevi gli occhi e alzate il volume. Riuscirete a trattenere il respiro fino a 10000 metri di profondità?

 

Tracklist:

1 - Aenigma

2 - Kraken

3 - Libera me

4 - Le cri tragique d'une enfant viciée

5 - Funeral for inner ashes

6 - Oblivion whispers

7 - Deus ex machina

8 - Missa Di Angelis

9 - Un ineffable mal-etre

10- Monsters

 

Line up:

Maude Théberge - voce, tastiere

Marc Gervais - basso, voce

David Gagné-Pavy - batteria

Jannette Marchewka - voce

Jonathan Fontaine - chitarra

Remi Legresley - chitarra

 

Pietro Pisaneschi

80/100