L’arte del dipingere quadri ben focalizzati attraverso la musica nella mente di una persona, è una facoltà che pochi possiedono. Prendere le note di uno spartito, crearne una forma e proiettare la medesima agli occhi dell’anima, facendo trasudare emozioni e sensazioni solo tramite le sonorità stesse. Questo è ciò che Shadowdream riesce a mettere in pratica, scavando nel suo inconscio, prendendo dei piccoli pezzi di cuore e comporli in musica, allietando gli uditi dell’ascoltatore. Il progetto solista dell’artista serbo è ormai in piedi da oltre dieci anni, e grazie al suo stile black/dark ambient con sfaccettature jazz è riuscito a donare eccellenti ‘film mentali’ come “Part Of The Infinity” e “The Sphaera Volvelle”, attraverso temi come l’occulto, la storia e la filosofia. Trasferitosi in Svezia, la sua enfasi musicale cresce a dismisura con gli anni, fino a dar vita all’ultimo capolavoro della sua intrepida discografia: “The Sunsettler’s Motel”, uscito nel Giugno 2016, l’album è un dark ambient privo di eguali, che attraverso i titoli dei pezzi e le sonorità di ognuno di essi riesce ad accostare elegantemente la musica alle sensazioni, creando così l’ennesimo film ben realizzato da vedere con gli occhi dell’anima. E come tale, descriverò questo album come una storia dettata dalle sonorità dell’artista, realizzando un ‘film’ per comprendere meglio le emozioni trasmesse dalla sua musica:

La macchina in panne sulla statale ci costringe ad addentrarci nel bosco con la speranza di trovare soccorsi; La nebbia si leva delicatamente da terra, accentuata da un lieve bagliore luminoso emanato dall'insegna che dice: “Good Evening And Welcome To The Sunsettler’s Motel”: una profonda nota cupa riempie la track per intero, mentre dei leggeri tocchi di una batteria jazz fanno da base a schizofreniche trombe inerenti allo stile ed inquietanti flauti, dando vita ad un dark ambient eccezionale. 

La porta cigola nel momento in cui l’apriamo e una lieve luce emanata dalla bajour del bancone vuoto della reception ci avvolge, il sottofondo musicale proveniente da un vecchio giradischi sta passando “The Sunsettler’s Theme”, rendendo l’atmosfera lugubre, inquietante: con la sua lenta ritmica jazz che disegna note fantasiose, mentre un lieve organo in lontananza si centra magnificamente e il tocco di un synth prende per mano la sensualità di una tromba che allevia leggermente la tensione nella hall; Cinque minuti di puro godimento spirituale. 

Riusciamo ad avere la chiave della camera, consegnataci dallo strano tizio, così saliamo di corsa per riposare e provare a dormire, ma nel momento in cui Morfeo sta per possederci ecco che arriva “The Murder Story part 1 – After Midnight I Heard Someone Scream In The Room No. 217”: i rintocchi di un orologio a pendolo rimbombano nel pezzo, mentre i tuoni di un temporale creano un atmosfera surreale; Suoni gravi campionati danno vita ad un ambient privo di eguali, dove a metà traccia si avvertono grida lontane e tonfi profondi, seguiti da cupe sonorità. 

Così decidiamo di uscire dalla stanza, timorosi dell’ambient dark che inonda il cuore del motel, ma mentre camminiamo a passo felpato nel corridoio buio incontriamo “The Murder Story part 2 – The Mysterious Tenant From The 3rd Floor”: l’ambient si fa profondo, il cigolio di una porta apre la track, mentre leggeri passi disegnano un quadro d’inquietudine unico; Il battito cardiaco fa capolino per qualche secondo prima che minuscoli bisbigli facciano il loro ingresso, per poi interrompersi ed udire i passi veloci diretti verso la porta della salvezza. 

Così torniamo nella stanza; L’accentuata paura ha reso i nervi saldi tanto da stancarli, per poggiarci sul letto e rilasciarli, cadendo in un sonno profondo, dove gli incubi psichedelici prendono vita sotto le note di “While The Motel Sleeps Nightmares Are Being Painted”: un leggiadro pianoforte concentra la sua presenza nella track, mentre la classica ritmica jazz la fa da padrone; Piccoli giri di tromba si fanno spazio attraverso il leggero vento che crea una lugubre ma rilassante atmosfera nell’intero pezzo. 

CI svegliamo per qualche secondo, rimanendo in un profondo stato di dormiveglia, dove le sensazioni, le emozioni e i pensieri si accavallano procurandoci sbalzi emotivi, ed è qui che fa il suo elegante ingresso “The Hour Of The Wolf, Alfa And Omega”: i suoni campionati profondamente cupi aprono la via al pezzo, che come si deduce dal titolo si divide in due parti: la prima con una ritmica lugubre e synth tristi; La seconda con sonorità più morbide e la leggiadra tromba che acquieta l’animo, realizzando 4:46 minuti di pura teatralità. 

Ci alziamo e ci avviciniamo alla finestra per scrutare al di fuori di questo cupo scenario, e ripensando agli episodi della notte, qualcosa ci dice che non è ancora finita, che c’è ancora altro a cui assistere, ed è in questo modo che arriva “The Obsession Begins Tomorrow”: le sonorità si legano alla perfezione con i pezzi precedenti, continuando a somministrare un ambient eccezionale che si accosta idilliacamente al proprio titolo. 

Le prima luci di un alba tanto attesa danzano tra i rami spogli del bosco, “Good Morning And…It Starts Today” con il suo morbido jazz ambient dark incornicia perfettamente la fine di un album al limite del compimento.

Un altro eccezionale album è nato dal cuore e dall’anima di Shadowdream. L’eleganza musicale è stata scritta dalla penna dei suoi sentimenti, racchiudendo una meravigliosa storia in un disco ambient meravigliosamente studiato. “The Sunsettler’s Motel” è l’ultimo di una serie di successi, un lavoro idilliacamente realizzato che è riuscito a mostrare ciò che l’artista vedeva e voleva condividere con il suo pubblico. Una storia mai narrata ma ben descritta, dove non esistono parole a dare immagini al contesto, ma solo musica.

 

 

Marco Durst

80/10