Aaaahhh la Francia. Il suo profumo di romanticismo, l’eleganza paesaggistica e monumentale, la patria epocale di scrittori e pittori; l’atmosfera radiosa di una nazione superba per chi è desideroso di immergersi in questo oceano di emozioni. E non a caso vengono da Lione i rimatori del prog metal sinfonico: i Talvienkeli! Formata nel 2012, dopo svariati cambi di line up e qualche EP, la band decide di far sgorgare la loro musica con il primo full length “Hybris”: un concentrato di tecnica, poesia e, ovviamente, del sano progressive metal. Andiamolo a scoprire!

“Hybris Part II – Dègènèrescence” ci spinge nel profondo abisso di un prog ben strutturato, studiato nei minimi dettagli, che ci delizia con leggiadre sinfonie dettate dalla strabiliante voce della frontwoman, accompagnata da roventi scambi ritmici, pianoforti e riff elegantemente elargiti; un inizio poderoso!

I profondi suoni orchestrali non cessano il loro posarsi delicatamente nella musica, dando vita ad un opera come “Burning Flesh”: un nodo sonoro lega perfettamente la track alla precedente, fondendo le opere in un unico grande spettacolo sinfonico, colmo di energia e salienti momenti; un pezzo tutto da scoprire.

Una piccola vena thrash va man mano evolvendosi in un temprato prog metal con la paradisiaca “Immortal”: una base mai noiosa e colma di scenografia che gioca con varie sfumature in questa palla di metallo, ricca di adrenalinica possenza sonora; da notare i minuscoli ma grintosi break.

Il maestoso vento del metal si placa per qualche minuto, dando spazio alla leggera brezza di “The Explorer”: sonorità delicate e ben delineate, l’unione perfetta tra neoclassicismo e metallo, che culla teneramente i pensieri della mente dell’ascoltatore, provocando un leggiadro stato di trance.

Quasi ci prende in giro “Quill Of Dust”, che fa ingresso con la sua delicatezza e la sua eleganza, per poi sprigionare la sua ferocia facendo straripare i fiumi del vigore metallico, alternandosi a momenti di puro godimento spirituale.

Pronti ad indossare la raffinatezza di “Atlas” per tuffarvi in un bagno di prorompenti sonorità? Bene, perché non appena ascolterete le prime note di questo pezzo vi sentirete travolgere da una cascata di vitalità musicale; riff egregi, ritmiche possenti e un basso profondamente perfetto.

I raggi di un accecante luna piovono sui sentimenti dell’animo umano con “Raining Moon”: inutile descrivere l’eleganza elargita da una band che sa il fatto suo e una cantante in grado di disegnare fantasiosi scenari; 5:37 minuti di romantico e quieto paradiso.

Germoglia lentamente il fiore sonoro di “Deadly Nightshade”: il profumo di una perfetta struttura sonora inonda la mente di un pubblico ammaliato da tale architettura musicale, non eccessivamente spinta e tanto meno monotona: gran bel quadro.

Prendono forma gli spartiti di “Scream-Her”, che partoriscono un pezzo corposo e colmo di piccoli ma entusiasmanti colpi di scena, dando forma alla musica e rendendola quasi palpabile.

L’album si chiude in modo angoscio ma profondamente romantico con “Hybris Part I – Bienveillance”, in cui la band evidenzia maggiormente la propria vena prog sinfonica, lasciando all'ascoltatore un magico ricordo del paradiso che ha appena ascoltato.

I Talvienkeli hanno dato vita ad un album molto particolare, strutturato in maniera labirintica, la cui mappa risiede nell'ascolto accurato di questo capolavoro della scena prog; “Hybris” è riuscito a varcare la soglia del conforme, dell’abituale e dello schematico, aprendo le porte della mente dell’ascoltatore, per entrare e piantare in essa il ricordo di un album strabiliante.

 

 

Marco Durst

80/100