2 MAGGIO 2018

I While My City Burns sono in quintetto di Reykjavík (Islanda), nati nel 2013 ma usciti con il loro full di debutto solo il 30 marzo di quest’anno con “Prone To Self Destruction”, registrato e prodotto in Italia dalla Wormholedeath records (Crysalys, Right to the Void, The Way of Purity …). Il disco si compone di 11 tracce più 2 bonus track, con il tema portante delle esperienze personali non sempre giuste svolte dai ragazzi della band in gioventù, mentre la cover è molto minimale, ma di immediato impatto. 

Il disco si apre con una intro, seguita da “A New Beginning”, canzone di cui esiste anche un video ufficiale. La formula musicale usata dai While My City Burns è quella classica del genere Metalcore e derivati: riffs violenti, stoppati e ripresi, voce growl/scream e vocalizzi in pulito per i passaggi corali o di supporto. C’è spazio però anche per sperimentazioni e per allargare i propri orizzonti mediante samples e parti di tastiera, come in “Alligator Char” dove la componente elettronica fa da base e supporto. “Monument” trasuda rabbia e ferocia, una tipica canzone metalcore. “Prone To Self Destruction” non è solo metalcore urlato e cattiveria malcelata: c’è spazio anche per l’aria malinconica di “Dear dad”, tra le canzoni meglio riuscite di questo debut. La successiva, “Stranger Things” è un’altra traccia riuscitissima, dove ritroviamo samples, tastiere e dove la voce clean è maggiormente presente rispetto alle tracce precedenti. “You know who you are”, “Heartbreaker” e “Wolves are among us” ritornano nei toni classici metalcore mantenendo anche qui un equilibrio tra voce clean e scream/growl unito a riffs melodici a supportare i vocalizzi. “Vivens mortua”, di cui esiste anche un lyric video, è un’altra traccia particolareggiata e sperimentale: ottima la scelta di farla uscire come lyric video, in quanto meglio esprime le potenzialità poliedriche della band. “Where do we go from here”, ultima traccia “ufficiale” del debut. Qui le chitarre danno il loro meglio nel creare un mood quasi psichedelico con il loro continuo cambiare, alternarsi, stoppare e ripartire subito dopo. Voci e batteria seguono e si amalgamano perfettamente al tutto mettendo a segno un altro ottimo brano. Entrambe le due bonus track, “Best of me” e “Out of my mind” sono entrambe delle buone tracce. In conclusione, “Prone To Self Destruction” è un debut album genuino, dove vengono messe in mostra la passione del quintetto per la musica e nello specifico per ciò che fanno. 

P.S. I While My City Burns hanno rilasciato pochissimo tempo fa un’intervista sempre per I.V.L.: un piacevole botta e risposta dove i nostri si sono dimostrati persone semplici, entusiaste ed alla mano. Correte a leggerla!

 

Alessia Pierpaoli

75/100