14 GENNAIO 2018

Nome: Stige 

Genere: Black Metal

Formato: EP

Titolo: The Wasteland

 

Tracce:

1.The Wasteland

2.The Hollow Men 

 

Line up:

Warrior (tutti gli strumenti e voce)

 

Stige è un progetto Black Metal italiano che vede i suoi natali nel 2013, a Sesto Fiorentino, in Toscana. Inizialmente la band è un duetto, e si esibisce immediatamente creando una demo di ben cinque tracce dal titolo “Where Darkness Prevails”, con durata complessiva di 19:13 minuti. La band a primo impatto sembra sfruttare le sonorità di differenti stili Black Metal, con  lievi sfumature pagane, forse per certi versi Stige ricordano i Bathory, anche se qualche melodia cadenzata in più lo avrebbero reso maggiormente apprezzabile come gruppo musicale. A distanza di qualche anno, il progetto Stige torna a farsi sentire, ma questa volta come one man band. Il solo ed unico componente di Stige, Warrior, crea un breve EP di due tracce, durante circa 12:42 minuti, il suo titolo è “The Wasteland”, creato l’8 dicembre 2017, sotto la label Xenoglossy Production. Con questo nuovo ma breve lavoro Warrior presenta uno stile più freddo e crudo, qualcosa che porta in Italia la congelante aria scandinava, e va ammesso che sia migliore di quanto creato in passato. I testi delle due tracce sono ispirati a lavori del poeta statunitense Thomas Stearns Eliot, è apprezzabile l’influenza Old School e delle tonalità appartenenti al primo Black Metal “grezzo” che ricordano grandi maestri del genere, buono il lavoro di mix e mastering. Stige lascia trapelare qualche nota melodica, ma in alcuni tratti delle tracce si possono anche udire dei toni molto epici, che tendono a rompere il regno di ghiaccio che si viene a creare intorno a chi ascolta (e ciò non a tutti potrebbe piacere). Tuttavia ci sono alcune cose che il talento del musicista nostrano non riesce a celare: Stige spesso non riesce ad uscire dagli schemi, le tracce proposte (soprattutto se ascoltate ripetutamente) ricordano qualcosa di già sentito, l’originalità sembra non essere un punto cardine della one man band italiana. Bisogna però ammettere che al momento si tratta solo del secondo lavoro di Stige, forse ci si sarebbe aspettati di più da parte di Warrior, ma nonostante ciò con sole due tracce non si può fornire un’analisi completa del loro operato. Con la crescita ed il tempo si spera che anche questo progetto riuscirà a staccarsi da quelli che sono i suoi punti di riferimento, lasciando il nido sicuro per spiccare il volo in celi plumbei e glaciali per creare così dei veri e propri lavori fantastici, macabri, rei, oscuri e gelidi degni di un genere nobile quale il Black Metal. Stige o “Fiume dell’Odio”, un fiume che secondo la mitologia scorre negli inferi, un corso d’acqua malvagio, un nome molto ricercato e pieno di significato per un progetto Black Metal, ma anche un’”etichetta” che chiede di essere onorata. 

 

Giulia De Antonis

66/100